Pazzi. Il primo aggettivo che viene in mente ascoltando Dog Years è questo. Quattro mentecatti di origine canadese che probabilmente si sono dimenticati di guardare il calendario e pensano di essere nel 1995 e di poter accendere la televisione sperando di poter vedere su Mtv il video di “Allergic to my self” dei Cows. Aggraziati come elefanti ci sbattono in faccia pezzi come “The Royal We” e “Guest of Honor” che ti prendono per mano e ti portano all’inferno. Ritmi forsennati, gole sfiancate dalle urla e riff eseguiti da un uomo in preda ad una crisi epilettica. Questo sono i The Great Sabatini. Il disco alterna schegge di un paio di minuti con brani più strutturati e sludgy come “Munera” (da vedere almeno una volta nella vita il fuorissimo video). C’è spazio anche per una parvenza di melodia in “Reach” con il suo mood scazzato e per dimostrare ulteriormente quanto siano fuori di testa ci deliziano con una ballata in pieno stile Bluegrass chiamata “Aleka”. In “Life During Wartime” aleggia un qualcosa di cerimonioso ma alla stesso tempo depravato e peccaminoso: una gioia di cacofonia ed epicità. Per gli amanti della musica schizzata e cazzona è un must buy.