Mancavano da un po’ quelle band nate unicamente per il desiderio di divertimento, per puro caso o semplicemente per la voglia di prendere in mano gli strumenti e “rockeggiare”. I The Hornets sono nati così, in uno spensierato 2016 grazie all’idea di due fratelli decisi a suonare rock’n’roll a forti tinte melodiche, quel rock da arena che comparve negli anni ‘70 grazie a nomi enormi come Kiss, Aerosmith, Styx o Journey fra i tanti. Il recente esordio Heavier Than A Stone, un anthem fin dal titolo, si presenta nella maniera più semplice possibile in formazione classica a quattro elementi e con un sound altrettanto basilare e verace.
Bastano i primi secondi dell’opener “Don’t Talk About Love” (che richiama i Van Halen di “Ain’t Talkin’ ‘bout Love”) per finire in mezzo ad infiniti ammassi di persone in qualche stadio iper gremito. Il rock melodico dal sapore settantiano funziona grazie a riff elettrici dal sapore garage rock sempre colmi di melodia ed assoli rock/blues ben confezionati. Le vocals sono piene e dirette ed i cori potenziano i ritornelli che svolgono in pieno il loro lavoro presentandosi fieri e zuccherosi come nella migliore tradizione del genere (“Female Creed”). Ovviamente non c’è solo questo perché i quattro compari spaziano un po’ di più per non rimanere troppo statici. C’è un urgenza blues/rock che pervade la veloce “Superman (Nietzsche)”, bisogno di affetti pop che pomiciano con il southern rock (“The Best” e “1997”) o incontinenze rock’n’roll stradaiole (“Rockstar’s Syndrome”). Le tracce si susseguono senza bisogno di orpelli inutili ed ogni musicista macina note su note con il giusto livello di tecnica. Sicuramente manca l’originalità o quel qualcosa che faccia la differenza e questo è uno dei difetti maggiori dell’intero lavoro. Non c’è un vero e proprio brano che faccia gridare al miracolo tranne la genuina “Not So Easy” con il suo atteggiamento corale sfrontato ed arrembante, i suoi ottimi assoli e quell’attitudine hard che rende questo pezzo il migliore del disco.
Heavier Than a Stone è un disco facile, divertente e frizzante che verrà snobbato da chi odia determinate sonorità ed apprezzato da coloro che cercano nella musica un minimo di svago senza pensieri. Su questo la band ha vinto, senza avere pretese e senza apparire forzata, questo è il suo pregio. Molte volte basta la semplicità ed il cuore per fare buona musica, e anche se questo album non cambierà la vita a nessuno almeno la renderà più leggera.
(Go Down Records, 2021)
1. Don’t Talk About Love
2. Female Creed
3. Superman (Nietzsche)
4. Get Out (..Baby Get Out!)
5. Fighting Man
6. The Best
7. 1997
8. Rockstar’s Syndrome
9. Not So Easy