
Con oltre vent’anni di carriera alle spalle, il duo scozzese The Twilight Sad torna a sorprendere con un nuovo lavoro emotivo e di grande spessore dal titolo IT’S THE LONG GOODBYE. I due formidabili musicisti James Alexander Graham e Andy MacFarlane continuano la loro ascesa musicale portando alla luce dei veri e propri capolavori discografici che prendono spunto dal passato, con un grande uso di synth pomposi e sonorità new wave amorevoli che creano sempre quel giusto incontro attento e importante su tematiche sensibili e attuali. Infatti in questo disco si racconta con decisione il rapporto con la salute mentale e la chiusura in un ambiente fragile, nuotando con dolcezza verso atmosfere rock malinconiche e un clima teso ma d’impatto.
Il riff acido di “GET AWAY FROM IT ALL” apre con decisione questo lavoro con una potenza incredibile avvolta dal sensibile tocco vocale di Graham; dopo il primo intervallo struggente e aggressivo la traccia prende una piega dolce e accogliente, con il sound delle chitarre gonfio di sentimenti sfuggenti e un crescendo stupendo in perfetto stampo dreamgaze, per un brano apripista che farà da cornice all’intero album. Segue il basso ipnotico in chiave Cure di “DESIGNED TO LOSE” e l’infallibile amore per Robert Smith e compagni, che ormai distingue la band da anni sotto tutti i punti di vista. La canzone è il primo singolo e abbraccia una sensazione di dolore e perdita, con il ritornello contagioso e di grande fattura che porta nel suo bagaglio anche un tocco post-punk. Ora iniziamo a fare sul serio con la preziosa “ATTEMPT A CRASH LANDING – THEME” e l’inizio lento in chiave acustica, con l’ingresso della distorsione poi la composizione cambia marcia, creando una base solida e viscerale fino ad esplodere in un bridge enorme e sensuale, grazie anche all’abbraccio sinfonico del synth. “WAITING FOR THE PHONE CALL” invece ci ricorda le melodie ottantiane dei Depeche Mode e trasmette un messaggio triste racchiuso in una telefonata finale, alla ricerca del vuoto in giornate ormai arrivate alla fase finale. Nonostante questo la canzone regge l’urto su una base electro pop schiacciando a dovere una linea atmosferica spaziale. Il primo ciclo si conclude sulla rilassante “THE CEILING UNDERGROUND” e la lunga epopea in “DEAD FLOWERS” che esprime al meglio il concetto di sperimentale per un brano meraviglioso e ben strutturato. Il sound new wave continua la sua corsa su uno dei brani più riusciti dell’intero lotto, “INHOSPITABLE/HOSPITAL”, con un testo melodico che esprime una difficoltà reale, fino a svilupparsi su un ritornello magico di una cantilena sensazionale. Il rock duro e viaggiante di “CHEST WOUND TO THE CHEST” invece sposta gli orizzonti verso l’alternative rock classico che ricorda band attuali come i The Gaslight Anthem. La penultima traccia “BACK TO FOURTEEN” dà il colpo di coda definitivo al disco, un brano che rimane impresso nella mente e descrive attimi personali della band sin dagli esordi per un ascolto gratificante. Chiudiamo con il pianoforte enorme che evoca i demoni interiori in “TV PEOPLE STILL THROWING TVS AT PEOPLE”, un attimo conclusivo tanto brutale quanto soffice e riflessivo.
IT’S THE LONG GOODBYE è un album immenso, un’opera meravigliosa e attuale dove i Nostri danno la giusta importanza a vivere al meglio ogni istante con coraggio, lasciando sulla strada un ennesimo capolavoro di bellezza.
(Rock Action Records, 2026)
1. GET AWAY FROM IT ALL
2. DESIGNED TO LOSE
3. ATTEMPT A CRASH LANDING – THEME
4. WAITING FOR THE PHONE CALL
5. THE CEILING UNDERGROUND
6. DEAD FLOWERS
7. INHOSPITABLE/HOSPITAL
8. CHEST WOUND TO THE CHEST
9. BACK TO FOURTEEN
10. TV PEOPLE STILL THROWING TVS AT PEOPLE


