
Cadiamo spesso nelle definizioni, nelle categorie di genere. Talvolta è bello sentirsi in difficoltà a farlo. E in nostro soccorso vengono i Novomundo, da Roma, con il loro interessante e a tratti nostalgico album The Cursed Cult.
I Novomundo si lanciano in un sound la cui natura è incerta e proprio per questo è assolutamente tutto da godere. È thrash, è death, è groove, e non è nulla di tutto questo. Loro si definiscono Ancient Rude Metal, e ha senso come definizione. Il sound predominante, o meglio, il carattere è quello che potrebbe fra pensare a Roots dei Sepultura, o alle prime cose degli Ill Niño, o ancora ad alcune cose più ispirate dei Ektomorf. Sì, proprio quello spirito tribale, quello che sa di guerriglia tra gli alberi, ma condito di una violenza moderna che da al tutto un senso di follia. I brani sono fatti di intuizioni sonore, rumori, suoni… non è una cosa diretta, è complesso nel suo piccolo, proprio per l’attenzione richiesta all’ascoltatore nel percepire tutti quei piccoli dettagli che esasperano l’estetica di questa proposta. Certe soluzioni di scrittura forse vanno a rompere il flusso ritmico, per buttarla lì insomma, ti fermano l’headbanging, ma forse fa tutto parte dell’effetto selvaggio che si vuole restituire, e alla fine funziona perfettamente.
Un disco da foresta amazzonica insomma. Un disco da strani rituali, sacrifici umani, feticci nauseabondi, tanta violenza e se durante l’ascolto ti fermi un momento a goderti le atmosfere viaggiando con la mente non sorprenderti se vedi delle tsantsa (teste rituali rimpicciolite, presso gli Shuar dell’Equador, n.d.r.) pendere dal soffitto.
(Autoproduzione, 2026)
1. Son Of Mawu
2. Deathless
3. Erzuilie
4. Bokor
5. The Coven
6. Mojo
7. Vodun
8. OSFTG
9. Le Mariage De Brigitte
10. Warlord
11. God’s Violence
12. Maitresse La-Sirene
13. Papa Legba
14. Orishas


