
Prendete i Goatburner, e mischiateli in parti uguali con i Test: cosa otterrete? I Goatest, ovviamente. Anzi, scriviamolo come si deve, con le T maiuscole: GoaTesT. Ma facciamo un passo indietro. I Goatburner sono un duo finnico all’attivo dal 2017, hanno pubblicato tre EP e due album. Nella formazione troviamo alla voce e alle chitarre Keijo “Kaos” Niinimaa, che presta le sue grida anche nei più famosi Rotten Sound, mentre alla batteria troviamo Jaakko “Spider” Forsman, anche lui attivo in mille progetti, inclusi i Ratface. Il grindcore dei Goatburner è un grindcore “ragionato”, con canzoni spesso più lunghe del solito (nel contesto grind) e con una forte componente sperimentale. Per fare un paragone, sembrano molto i Brutal Truth del magico trittico Need to Control/Kill Trend Suicide/Sounds of the Animal Kingdom. I Test invece provengono dalla parte opposta della Finlandia, vale a dire il Brasile. Loro sono una creatura a sé stante. Si definiscono infatti “nomadi del grindcore”, ed in poche parole, fanno che montare gli strumenti in un vicolo, in una piazza, in fronte ad un locale, ed iniziano a suonare, così senza nemmeno avvisare. Per dire, il loro quarto album (Disco Normal, 2023), è stato registrato in un sottopasso di una linea ferroviaria in disuso (ed ironicamente suona meglio di certi dischi black metal). Più grindcore di così si muore! I Test sono in giro dal 2010, e hanno pubblicato una marea di materiale, tra split, EP, album, live e quant’altro. Anche loro sono un duo, composto dal batterista Thiago “Barrata” e João Kombi alle chitarre e urla. Il grindcore dei Test attinge tutta la sua rabbia dalla strada, e ha una forte componente hardcore/punk, e spesso ricorda i primi Ratos De Porão. Nonostante entrambi i gruppi si crogiolino felicemente nel caldo abbraccio del grindcore, le loro proposte sono però abbastanza differenti, e questo forse è anche dovuto all’enorme distanza fisica che li separa: il grindcore dei Goatburner è più di testa e controllato, mentre quello dei Test è più di pancia e viscerale. Ma queste differenze vengono a meno quando i due uniscono le forze nella musica dei GoaTesT, nei quali troviamo il mix perfetto di queste due distinte entità.
Prima di tutto lasciatemi dire che GoaTesT (così si intitola l’album) è molto di più di un album grindcore. Anzi, ad essere sincero, il grindcore qui è solo la punta dell’iceberg, ed il genere viene sfiorato appena, e bastano pochi ascolti per capire che c’è molto di più che bolle in pentola. La prima cosa che salta agli occhi (o alle orecchie in questo caso) è la filtratissima voce, che è una caratteristica che entrambe le band di origine hanno in comune, ed in generale un atteggiamento molto sperimentale. E questo porta al secondo punto: il disco non è di facile acquisizione, come spesso accade in un classico album del genere, ma ha molti strati che devono essere scoperti ed assimilati, richiedendo quindi più ascolti, e di certo non ascolti sbadati. Un altro aspetto positivo del lavoro è che tutti e quattordici i brani sono legati da una voce narrante che introduce tutte le canzoni, svelando quasi un concept che si nasconde tra i solchi del disco. Ed infine, lasciatemi spendere qualche parola per le canzoni. L’album è ricco di canzoni interessantissime, che, come dicevo prima, sono molto di più che semplici sfuriate grindcore, ma bensì brani più complessi e articolati. Cito a caso un paio di esempi, ma il disco dovrebbe essere ascoltato dall’inizio alla fine senza interruzioni, e vedrete che volerà via liscio e vi farà passare una buona mezz’ora. Tra i brani più rappresentativi mi sento di citare la progressiva “Unseen Powers”, la successiva “Unity” che mi ha riportato indietro nel tempo quando uscì quel capolavoro indiscusso del primo ed unico lavoro in studio dei Nailbomb, “Beyond” che è fortemente influenzato da un altro capolavoro del passato intitolato Psalm 69, “Slowly and Steadily” con il suo lavoro pressoché perfetto di batteria, il cadenzare ipnotico di “Existential Crisis”, o la bellissima e molto “industrializzata” “Endless”, che mi ricorda le cose più sperimentali proposte dai Napalm Death.
In conclusione, i GoaTesT hanno dato alla luce un album interessantissimo di grindcore sperimentale (passatemi il termine) che riuscirà a fare breccia anche a chi non è avezzo al genere. La band sarà presto in giro per l’Europa in tour con Napalm Death, Master e Brat, e se passano dalle vostre parti, vi consiglio di non perderli!
(Time To Kill Records, 2026)
1. Life in Hell
2. Bleeding
3. Unseen Powers
4. Unity
5. The Fire
6. Beyond
7. Hell Rising
8. Slow Burn
9. Next Level
10. Slowly and Steadily
11. Chaotic Events
12. Existential Crisis
13. Endless
14. The Horror


