
Gli Horrific Visions sono un gruppo texano proveniente da San Antonio, e all’attivo dal 2014. I Nostri hanno pubblicato due EP (Enlightenment Through Excruciating Torture nel 2022, e Monopoly on Violence nel 2024), e adesso hanno appena fatto uscire il loro album di debutto intitolato Remnants of Atrophy. Dal nome e dai titoli, si capisce benissimo che i Nostri sono dediti ad un brutal death metal che non fa prigionieri. Cresciuti a pane e Cannibal Corpse, questi sono forse tra le loro principali fonti di ispirazione, hanno fatto del brutal il loro credo, ma portano con loro anche il segno di fabbrica dello slam tipico texano (prodotto di nicchia, vero, ma riconoscibile).
Musicalmente, Remnants of Atrophy non esce mai dai canoni del brutal, e quindi troviamo tutto quello che più ci piace del genere: sfuriate ai mille allora, rallentamenti malati, chitarre che fischiano, batteria triggeratissima che va alla velocità della luce e basso asfissiante che amalgama perfettamente il tutto. Menzione speciale per il cantante: voce impressionante, molto simile al grandissimo (secondo me) Chris Barnes. Nella durata dell’intero disco, la voce non smette mai un attimo di cantare/latrare, e non è facile eh? Una cosa continua ed impressionante, e mi domando se dal vivo sia in grado di replicare… Il cantante si chiama Conrad Heinemeyer: segnatevi questo nome perché spero la sua voce possa diventare un classico del genere. Remnants of Atrophy è un album violentissimo, e qualche volta, giusto di quello abbiamo bisogno. Quindi se vi piace la musica violenta, smettete di leggere, e andate ad ascoltare il disco. Nonostante le canzoni durino poco (la più lunga non arriva ai quattro minuti), l’album preso in un boccone unico è parecchio denso, e uno potrebbe fare fatica ad arrivare fino alla fine senza nemmeno una pausa. Per chi come me ama il brutal, non dovrebbe essere un grosso ostacolo, ma posso capire che se uno non è avvezzo a queste sonorità potrebbe non arrivare mai alla fine. Un’altra caratteristica di Remnants of Athropy è che ha bisogno di più ascolti per essere apprezzato in pieno. Non basta infatti un solo e disattento ascolto per poterlo assimilare e comprendere. Per farvi capire, inizialmente, dopo un paio di passaggi nelle orecchie lo stavo per bollare come uno dei tanti dischi brutal che passano senza lasciare segno, ma poi ho iniziato ed imparato ad apprezzarlo, e questa sensazione è cresciuta fino a farmelo piacere. Anzi vi dirò di più: una volta fatta breccia, sono tornato ad ascoltarlo più e più volte perché alla fine, nella sua semplicità, è un ottimo album, e questo di solito è un ottimo segno.
Breve nota sulla produzione, che è stata fatta dal chitarrista Mason Vickers. Non c’è niente di sbagliato nella produzione di ogni singola canzone, tutto suona bene e giusto, ma cosa suona strano è il passaggio tra un brano e l’altro: sembra quasi che le canzoni siano brutalmente interrotte per passare a quelle successive, che quindi stride un po’ con il normale fluire del disco, ma questi sono comunque dettagli… Faccio anche un’ultima considerazione sulla copertina, che a mio avviso è molto bella e molto old-school. L’artwork è stato creato da Jon Zig, lo stesso che ha disegnato le copertine per i Deeds of Flesh, Aborted Fetus, ed altra gente che uno non vorrebbe mai incontrare in un vicolo buio. In conclusione, ottimo debutto degli Horrific Visions, che con Remnants of Atrophy hanno pubblicato un perfetto disco brutal che poco ha da invidiare con nomi più famosi.
(Comatose Music, 2026)
1. Malnutrition
2. Horrific Visions
3. Deranged Perversion
4. Crippled Under the Weight of a Hollow World
5. Synaptic Decay
6. Primal Regression
7. Disgusted Warped Mentality
8. Enlightenment Through Excruciating Torture
9. Remnants of Atrophy


