
Alla notizia dell’uscita di Far From God, tredicesimo full dei Moonspell, ci siamo armati di grandi aspettative. Complice la nuova ondata di sonorità darkwave/gothic rock che sembrano vivere una nuova stagione d’oro, i Nostri se ne erano usciti a maggio 2026 con un primo singolo, title-track dell’opera in uscita, che di fatto aveva confermato questo trend: un pezzo gothicone che ci aveva fatto ripiombare nella fine dei Novanta/primi Duemila, quando il genere era sugli scudi e molti cercavano di battere quella strada. Senza dimenticare che gli stessi Moonspell ci avevano messo del loro qualche anno prima con Irreligious, che di fatto apriva la strada al genere (assieme ad altre band come Paradise Lost e per certi versi My Dying Bride, per citarne solo alcune). Insomma, sebbene non si trattasse di un brano epocale, “Far From God” aveva buone atmosfere e di fatto si è trattato di un buon antipasto.
I due singoli successivi non sono stati della stessa caratura, uno un po’ scontato (“Cross Your Heart”), l’altro rovinato da un ritornello sottotono (“The Great Wolf in the Sky”): anche ascoltandoli nel contesto del disco, in sede di recensione, ci hanno confermato questa impressione. Per fortuna l’opera è composta anche da altri momenti validi, che confermano un dato di fatto: con i Moonspell è difficile sbagliare. Anche quando producono album un po’ manieristici e di comodo, lo fanno con una classe ed uno stile immediatamente riconoscibili, e difficilmente hanno rilasciato opere insoddisfacenti (anche se l’ultimissimo periodo, da questo punto di vista, ci ha forse messo un po’ alla prova). E quindi ben vengano le varie “Biblical”, “Your Promise of Light” (dagli echi quasi Tiamat), “Our Freedom to Fall”, forse l’apice emotivo del lavoro con la sua cadenza cupa, pesante, decadente, intrisa di torbido gothic anni Novanta (My Dying Bride docet). Chiude il lotto “Reconquista”, altro ottimo momento nel quale il buon Fernando sfoggia un approccio più disperato seppur mantenendo l’alone che ha caratterizzato tutto il lavoro: forse un po’ troppo dilatata nelle sue strutture, costituisce comunque una più che valida chiusura al lavoro.
Nel complesso Far From God rimane un album di sostanza, nel quale i Moonspell non hanno stravolto o inventato nulla, ma nemmeno hanno cercato in maniera ruffiana di recuperare i fasti andati. Seguendo un trend attuale ma reinterpretandolo alla loro maniera, questo disco dimostra come a più di trenta anni dagli esordi sia ancora possibile pubblicare lavori ispirati e capaci di confermare quanto una band titolata come i Moonspell, quando vuole, possa essere in grado di sferrare quella zampata da vecchio leone che, risvegliatosi dal suo torpore, ristabilisce di colpo le leadership e fa capire a tutti che ci sono ancora, e che sono, volenti o nolenti, un riferimento.
(Napalm Records, 2026)
1. Cross Your Heart
2. Far From God
3. Biblical
4. The Great Wolf in the Sky (feat. Alicia Nuhro)
5. Your Promise of Light
6. For the Love of Mortals
7. Our Freedom to Fall
8. Reconquista


