
Mentre stiamo aspettando notizie che possano andare a lenire la logorante attesa del nuovo album dei Maggot Heart che si protrae ormai da tre anni, da quando cioè ci hanno regalato l’ottimo Hunger, di cui avevamo entusiasticamente parlato anche qui su GotR, ecco arrivare, a sorpresa l’annuncio dell’album solista di Linnéa RK Olsson, chitarrista/cantante del trio berlinese. L’idea nasce all’incirca un anno fa, quando la Olsson, temporaneamente in stand by con la band, al punto che anche la certezza di voler effettivamente andare avant coi Maggot Heart cominciava a vacillare, a causa (probabilmente) di una faticosa gestione del meritato successo del loro terzo album, decide di prendersi qualche giorno di pausa dalla routine del vecchio continente, e attraversa l’oceano, in direzion New York. Lì insieme al produttore Ben Greenberg (Uniform) e al batterista Blaze Bateh (Bambara) nello spazio di sole ventiquattr’ore realizza questo Perfect Wave, EP a quattro tracce che mostra una versione della Olsson inedita, che sembra volersi distaccare da quella rumoristicamente seducente dei Maggot Heart, che ha fatto breccia nel nostro cuore, per provare a esplorare nuove strade, in grado di darle respiro, attraverso sonorità più dirette, ma soprattutto meno articolate, rumorose e dissonanti.
Due strade che portano entrambe la Olsson ad essere inserita a pieno titolo tra le esponenti più qualitativamente dotate di un immaginario contemporaneo femminile che consideriamo in costante ed esponenziale crescita, che punta all’impatto derivante dalla voglia di andare a comunicare in modo quanto più diretto possibile, senza l’eccesso di inutili sovrastrutture. Perfect Wave è il viatico scelto dalla Olsson per andare a riflettere sul domani. Un disco che le permette anche di scaricare la tensione. Una sorta di sfogo personale con cui mettersi in gioco da un diverso punto di vista, in modo da capire se sia ancora in grado di essere graffiante, anche con un diverso approccio estetico spogliato da tutti i riferimenti ai Maggot Heart. Non sappiamo ancora come interpretare questa sua divagazione. Da un lato Perfect Wave ci ha indubbiamente incuriosito e affascinato. Dall’altro, parlando con il cuore, non vorremmo che il giocattolo Maggot Heart si fosse rotto. Sarebbe un peccato, perché con Hunger il trio aveva raggiunto un livello qualitativo davvero alto, al punto che, dovendo scegliere, e immaginare il domani, preferiremmo, senza alcun dubbio, un nuovo album della band rispetto ad un disco intero per la Olsson come solista.
In chiusura, provando a fare un sunto, non possiamo che convenire sul fatto che Perfect Wave abbia una sua indiscutibile dignità artistica, e che – al netto della stima che abbiamo per il suo lavoro nei Maggot Heart – sia da considerare un ottimo lavoro, pur nella sua brevità. Un disco minimale, ma non scarno, estremamente diretto, graffiante e melodico, che mostra un’artista in grado di calarsi in un contesto non usuale, ma di uscirne meritatamente vincitrice.
(Rapid Eye Records, 2026)
1. Perfect Wave
2. Bend Until You Break
3. Resister
4. Warschauer


