
Gli Stonus sono un progetto heavy rock inglese che nell’arco degli anni si è ritagliato un obiettivo ben preciso e ambizioso: quello di distinguersi da tutte le realtà del genere grazie ad un’identità profonda e visionaria. Il precedente Aphasia del 2020 ha catturato l’attenzione per il suo sound pesante e dinamico, e con questo nuovo acclamato e intenso lavoro Space to Dive per la label Ripple Music la band dà quel segnale di maturità spostando gli orizzonti verso sonorità energiche trascritte in un’esplorazione personale, che ci trascina in un viaggio mozzafiato oltre i confini del nostro interiore.
Un riff di chitarra acido avvia il brano d’apertura “Berlin” con quell’aura di mistero che prende subito piede nella linea vocale, prima di lanciarsi in una rocambolesca corsa frenetica e d’impatto dove la ritmica avvolge una sensazione oscura. Un brano che ricorda le strutture e la grinta dei primi Monster Magnet con una parte centrale ipnotica e l’attimo conclusivo polveroso. La title-track “Space to Dive” accende il timbro del cantante in modo eccellente e i diversi cambi di tempo potenti incastrano una distorsione ruggente, lasciando quel piccolo spiraglio melodico alla composizione. Qui notiamo una sfumatura grunge con accenti alternative metal che danno quel senso disturbante ma notevole e un finale urlato a squarciagola. “Follow Me” accoglie una chitarra preziosa e anche in questo caso la voce si lascia coinvolgere da una preghiera malinconica; canzone meravigliosa con un ritornello dannato. Brani come “Colours” e “Psychoactive Baby” danno una forma diversa al cammino, creando una trasformazione generica anche nelle linee e rendono l’ascolto più classico su una timbrica stoner rock, con aggiunta di soli di chitarra lussuosi e infernali. La carica travolgente arriva con “Hope Dose” e la band schiaccia forte sull’acceleratore per un potente gancio sonoro danzante di grande qualità; la scrittura notevole si agita in un tentacolare groove che toglie il respiro, passando poi per la stupenda magia di “In Loop”. Un brano tagliente che apre la strada a un tappeto psichedelico di luci sfocate per uno dei pezzi più completi del lotto. Il trittico finale inizia con la lunga e introspettiva “Tangerine” dove ci culliamo in una mastodontica esecuzione: prima in un limbo leggero che scalda il cuore e poi in una rabbiosa rivolta che si prende tutta la scena, chiudendo una martellante e delirante traccia. La penultima “The Hermit” accenna attimi di doom metal in stile Cathedral e spicca in modo particolare per i cambi piacevoli e un imprevedibile scrittura. Chiudiamo infine con la breve “Steiermark” e una piccola sinfonia che trasmette una speranza emotiva.
Space to Dive è un album solido e ricco di entusiasmo che narra di temi delicati come l’isolamento e la chiusura, nel suo insieme è una gran bella raccolta di brani rumorosi e affascinanti che allineano il percorso definitivo della band verso un’esperienza appassionante.
(Ripple Music, 2026)
1. Berlin
2. Space to Dive
3. Follow Me
4. Colours
5. Psychoactive Baby
6. Hope Dose
7. In Loop
8. Tangerine
9. The Hermit
10. Steiermark


