
Recentemente si sono rifatti vivi i Magnitudo, band post-/sludge metal di Bergamo. Il loro nuovo disco è un’opera che racconta qualcosa che noi in quanto italiani conosciamo bene più o meno in lungo e in largo in tutta la nazione tanto peninsulare che insulare. Questo è M A T E R I A L I S M.
M A T E R I A L I S M è un interessantissimo album la cui tematica è il degrado. Non quel degrado che vediamo tutti giorni, no. Quel degrado che la liturgia dell’informazione televisiva di programmi come Striscia la Notizia o Report ci ha sbattuto in faccia per anni, il degrado delle opere pubbliche mai terminate o fallite prima ancora che diventassero effettivamente quello che erano pensate per essere. L’Italia è un paese ben noto per questa dinamica. L’opera concentra la sua narrativa sul caso Zingonia, un’utopia trasformatasi in distopia. Città di fondazione alle porte di Bergamo. Emblematico è il “Siluro” in copertina, simbolo della città ideale pensata da Franco Negri e Renzo Zingone. La natura sludge e post- di questo metal portato dalla band bergamasca riflette il brutalismo di queste strutture. Il suono del cemento e del degrado urbano e sociale si rispecchia in questa manciata di canzoni suonate con tristezza, con coscienza e il tutto pare quasi una messa. Un rituale per piangere o celebrare le pessime scelte di pochi che vanno a compromettere la vita di molti. M A T E R I A L I S M ci offre paesaggi ignobili fatti di convolute nenie ansiogene convergenti in un sound che è figlio degli Isis, ma solo in parte. La pesantezza di certi muri sonori giunge in soccorso dell’aria meditabonda che permea tutto l’album e lo rende ancora più cinico, più rabbioso. E queste strutture compositive a tratti ripetitive non fanno altro che ribadire con un linguaggio geometrico questa triste storia, in un uragano di momenti che fanno perdere l’orientamento, che deformano la realtà che l’ascoltatore si crea attorno all’ascolto.
Volendo essere sinestetici, M A T E R I A L I S M è un disco grigio, ma attenzione, non piatto. Al contrario, un grigio che ricorda la commistione emotiva dello spirito industriale sovietico, un grigio brutalista. È un disco che suona pesante come le tonnellate di calcestruzzo sprecate, come lo sdegno per l’incuria. Un grigio in cui scorgi le linee precise di un’architettura del secolo scorso, che non è artistica. M A T E R I A L I S M è un disco industriale, che si porta un peso gigantesco.
(Dusktone, 2026)
1. Auferstanden aus ruinen
2. The Vision
3. Hive
4. Soma
5. 46-2
6. Hummingbird
7. In’sterlude
8. The realm of no tomorrow


