Quasi esattamente due anni fa abbiamo avuto il piacere di recensire From the Infinite Light di Iterum Nata, progetto solista del finlandese Jesse Heikkinen (ex-Hexvessel), e ci aveva sorpreso non poco. Oggi il Nostro torna sulle scene con il nuovo Heartwood, un lavoro che, parzialmente, mescola le carte in tavola con un risultato finale a nostro parere leggermente inferiore. Per l’opera precedente parlavamo di progressive settantiano, Americana, neofolk, darkwave e doom, citando in maniera sparsa Nick Cave, Chiral, Eneferens, 1476, Genesis e King Crimson. Se la componente folk è rimasta, così come quella progressive (che anzi ha acquisito ancor più spessore) dobbiamo introdurre oggi anche influenze gothic rock (e la Finlandia in questo senso ha da insegnare molto, vedi HIM o Sentenced) e accelerazioni al limite del black metal.
I toni si sono poi inaspriti, giustificando in tal senso il versante più black-oriented, che non si traduce tanto in sonorità quanto in tematiche o in un approccio generale che, a nostro parere, va un po’ a cozzare con le atmosfere create dagli altri brani. Un pezzo come “Feast on his Corpse” francamente stona molto nel contesto dark folk bucolico introdotto dai due pezzi che lo precedono, risultando un po’ forzato e insipido; stesso vale per “Mooncry Symphony” e “I have been Sacrificed”, quest’ultima dall’incedere più doom che, per fortuna, si salva con una seconda metà benedetta dal Dio del prog settantiano. Questi tre pezzi sembrano quasi essere stati creati in un momento diverso, con un approccio mentale diverso distaccato in toto dal resto del disco: la loro incidenza sul valore finale di Heartwood è minima, ma lasciano comunque presagire delle ombre che potrebbero rappresentare un’anticipazione di come potrebbe suonare prossimamente Iterum Nata. E sarebbe a parer nostro un peccato se il polistrumentista finlandese decidesse di abbandonare quanto di buono fatto sinora per addentrarsi in territori fin troppo battuti da altri, con risultati peraltro migliori.
Ma finché le sonorità resteranno per la maggior parte legate al dark folk e al progressive potremo dormire sogni tranquilli, con un progetto che, al netto di qualche sbavatura, si conferma ancora assolutamente degno di nota e di attenzione.
(Nordvis, 2026)
1. Under a Willow Tree
2. Forgiveness Undone
3. Feast on His Corpse
4. The Forsaken Oath
5. Mona Lisa Smile
6. Only Ash and Bones Remain
7. Mooncry Symphony Interlude
8. Mooncry Symphony
9. I have been Sacrificed
10. Heartwood is Dead
11. Your God7.5


