
I Pilori arrivano da Rouen, in Normandia. Precisazione tutt’altro che secondaria, visto che abbiamo, in Bretagna, a distanza di poche centinaia di chilometri, una realtà omonima, oggi crediamo non più attiva. Sono attivi dal 2016, anno in cui hanno realizzato il loro primo demo tape, seguito, l’anno successivo, dallo split con gli statunitensi Dakhma. Nel 2020 arriva finalmente il loro album di esordio, quel À Nos Morts che permette loro di farsi conoscere a livello continentale in modo adeguato. Passano ancora due anni, ed ecco Quand Bien Même L’Enfer et le Déluge S’abattraient sur Nous, il disco che, fino ad oggi, aveva rappresentato il loro culmine da un punto di vista qualitativo. Tutto quanto va in archivio nel momento in cui, questa primavera, ha visto la luce Sans Adieu, l’album di cui parliamo oggi, che sancisce una crescita ed una maturazione che portano i Pilori a fare un ulteriore passo in avanti.
Sans Adieu è un album rabbioso che, oltre a rappresentare il punto di crescita più elevato della band francese, può, anzi, deve essere visto come un assalto organizzatissimo e schizofrenico che annienta il respiro. Un assalto messo in piedi con una decina di tracce che non possono lasciare interdetti. Non è un disco che possiamo farci scivolare addosso. Se ne viene travolti, o ci si scansa per lasciarlo passare. In altre parole, o se ne è conquistati, o se ne prendono le distanze, in modo netto. Noi, che non abbiamo mai amato posizioni democristianicamente orientate al restare nel mezzo, abbiamo scelto di stare dalla parte di tutti coloro che non possono che esaltare il fascino di un album incandescente, in grado di sprigionare classe e potenza al tempo stesso, ma senza andare a disdegnare un approccio che, talvolta, finisce per rasentare la maestosità, forte del supporto di un suono pressoché perfetto.
Questo dei Pilori è un lavoro decisamente oscuro, che ci ha trascinato verso un’altrettanto oscura regione dell’anima, da cui non possono che sprigionarsi malinconia e dolore. Un antro raggiungibile solo dopo aver lasciato scorrere un inarrestabile scossa adrenalinica, sulle rive di un fiume in cui abbiamo visto transitare tutto il nero che avevamo dentro. Un album privo di punti di riferimento certi, caratterizzato da tutta una serie di sfumature dissonanti, legate solo dal fatto di essere figlie di un’idea di base tanto forte quanto delineata. Un album frenetico, da ascoltare a volume altissimo per poterlo apprezzare in ogni sua anima, anche a costo di litigare, contemporaneamente, con l’intero condominio. I Pilori ci hanno messo dieci anni ma, alla fine, hanno realizzato l’album definitivo, quello che nemmeno i fan più ottimisti della prima ora avrebbero, forse, mai sperato. Caotico e grintoso, Sans Adieu è una delle cose più belle con cui attraversare questo cambio di stagione, e inoltrarci nel dolore ma soprattutto nell’eternità di un’estate terribile.
(Frozen Records, Terrain Vague Records 2026)
1. Lèse-Majesté
2. À Pierre Fendre
3. Le Couteau par la Lame
4. Chiendent
5. Chaos Rampant
6. Sans Adieu
7. La Présence des Absents
8. Avant que le Vent ne se Lève
9. Volontaire (Alain Bashung)
10. La Rose et L’épine


