
I Lightning Bolt sono una delle realtà noise più conosciute a livello planetario, anzi, per usare una locuzione a cui siamo molto legati, in tutto il globo terracqueo. Una di quelle che, oggi, 2026, non ha (più) bisogno di alcun tipo di introduzione. Il duo del Rhode Island, il più piccolo tra gli stati che costituiscono la più grande associazione a delinquere sotto forma di repubblica federale, torna, a distanza di sette lunghi anni, e, scegli di farlo insieme alle OOIOO, band giapponese all female di cui, ammettiamo candidamente, non avevamo minimamente sentito parlare fino ad ora. Ci è sufficiente sapere che sono state scelte dai Lightning Bolt per prenderle sul serio. Il resto, arriva nel momento in cui premiamo il tasto play sul nostro lettore.
Non serve infatti poi molto per rendersi conto di avere a che fare con un progetto che spazia (letteralmente) attraverso realtà siderali opposte, ma, tutte comunque perfettamente adeguate all’idea (spiazzante) di realizzare un qualcosa in grado di trascendere i generi. Un qualcosa di neogenerato che prende una forma (e una sostanza) aliena a tutti gli effetti. Il motore del loro contributo all’album è legato al carattere. Non facciamo infatti fatica a individuare nell’inventiva il motore che le giapponesi hanno scelto come elemento cardine per andare a distorcere le percezioni degli ascoltatori. Una volta capita la chiave di lettura, i due brani delle OOIOO scivolano via che è un piacere, ed è veramente facile, a questo punto, entrare mente e corpo nel loro mondo. Un mondo che si dipana attraverso dinamiche del tutto prive di schemi prefissati, che riescono a creare onde sonore (quasi) gradevoli, nonostante la dirompente alienazione psichedelica che ne pervade le composizioni, e che, per taluni potrebbe risultare ostica oltre l’umana sopportazione. La loro non è una proposta musicale intesa come intrattenimento. Questo è indubbio, ma è altrettanto chiaro come si tratti di un qualcosa di estremamente stimolante, soprattutto per quelli che non amano le cose troppo facili e immediate, e che credono invece che il fascino risieda proprio laddove solo l’occhio, e l’orecchio più attento, riescono ad arrivare. Ci spingiamo a dire infatti che, in un contesto come quello di questo split, le OOIOO riescono nell’impresa di far apparire i Lighting Bolt come una band quasi “normale”, non fosse altro che per il fatto di avere – rispetto alle nipponiche – una maggiore vicinanza alla forma canzone. Passando ai Lighting Bolt, che cosa possiamo dire che non sia già stato detto, e scritto, in precedenza? Praticamente nulla. Bastano pochissimi minuti per essere catapultati nel loro ormai conosciuto universo sonoro caratterizzato da intransigenza e dinamicità. Al netto di tutto, il duo statunitense riesce, ancora una volta, a stravolgere tutte le nostre percezioni, trasportandoci davvero in un “altrove” dove esistono regole completamente diverse (per non dire contrastanti) rispetto a tutto quello che abbiamo conosciuto finora. I Lightning Bolt colorano un mondo che abitualmente conosciamo come in bianco e nero, e lo fanno con una gamma cromatica infinita. Era dal 2019, quando avevano pubblicato Sonic Citadel, che i due statunitensi non ci deliziavano coi loro deliri. Sette anni che sembrano svanire in un istante, non appena realizziamo quando sia ancora forte la loro intensità, e quanto sia debole il confine che ci separa dalla follia. Ma soprattutto quanto sia bello superare questo limite in loro compagnia.
Complessivamente lo split ha una sua logica, una sua validità, e una sua dignità da cui non possiamo prescindere. I due progetti infatti non si sovrappongono, ma si adattano alla perfezione, dando due (diverse, ma non troppo, a pensarci bene) sfumature di una stessa idea. Chi non ha colto le affinità probabilmente non è solito flirtare con queste sonorità o non ha abbastanza la mente aperta per lasciarla fluire verso questo flusso incontrollato di suoni in libertà. L’avanguardia (in ogni sua forma) è un qualcosa che non si può fermare, o rinchiudere in un qualcosa di statico, che dia fiducia proprio perché riusciamo a identificarla, e decodificarla e ad annientarla.
(Thrill Jockey Records, 2026)
1. OOIOO – THE HORIZON
2. OOIOO – Gamel BE SURE TO SPIRAL
3. Lightning Bolt – WAVERS
4. Lightning Bolt – CLOUD CORE
5. Lightning Bolt – THE RUNNERS 2
6. Lightning Bolt – WOW 13
7. Lightning Bolt – HEADLESS HORSEFOLK


