
Avevamo lasciato i Northwoods all’incirca un lustro fa, alle soglie del periodo pandemico. Avevano appena realizzato l’ottimo Wasteland, disco che abbiamo molto apprezzato, soprattutto per il suo carattere deciso ed intransigente, sublimato da un approccio furiosamente ostinato. Ritroviamo oggi, a metà 2026, due terzi della band perugina (Federico Mazzoli e Andrea Gentili) con i Buio Dentro, progetto che consente loro di ripartire laddove si era interrotto il percorso dei Northwoods. Detto della genesi (che, stando a quanto leggiamo, possiamo datare intorno al 2023) entriamo subito nei meandri dell’album di cui abbiamo scelto di parlarvi oggi.
Aurora, recentemente uscito per Mothership Records, rappresenta la prima incarnazione di quello che i Buio Dentro ambiscono a rappresentare. Ed è un punto di partenza che individuiamo immediatamente come molto interessante, e ben fatto. Il disco, diviso in quattro momenti dalla durata decisamente medio-lunga (per un totale che si assesta – per difetto – sui quarantacinque minuti complessivi) è l’espressione di una realtà che, pur se ancora relativamente recente, ha già messo in chiaro quello che è il proprio percorso, e che ha tutte le carte in regola per andare a recitare un ruolo di primo piano in quel contesto controcorrente che guarda a evitare l’omologazione sonora. I Buio Dentro, rispetto alla precedente incarnazione targata Mazzoli/Gentili (qui accompagnata alla chitarra da Federico Santi) mettono sul piatto una gamma sonora ampliata, a livello di scelte, e di espressività, con cui il trio sposta il tiro in una pluralità di direzioni tra loro dissonanti, ma, tutte comunque riconducibili ad una rabbia iconoclasta che pare ancora ben lontana dall’estinguersi.
Da tutto questo non poteva che arrivare un album coeso e ben strutturato, con cui i Buio Dentro mostrano il proprio intendimento di rispondere a violenza con altrettanta violenza, grazie ad una forza espressiva notevole, ma soprattutto ragionata, e mai fine a se stessa. Il loro è un mondo claustrofobico, in cui però rischiamo di trovarci perfettamente, a nostro agio come mai avremmo pensato, avvolti da un flusso di coscienza incontrollato che travolge tutto quello che trova sul proprio percorso, senza perdersi in virtuosismi inutili e pulizia sonora. Un disco grezzo, che non poteva suonare in nessun altro modo, e che ha scelto la strada più diretta per arrivare a colpire duro con il suo carico di implacabile furia.
(Mothership Records, 2026)
1. Buio Fuori
2. Come La Folle Rabbia Di Un Cane
3. El-Gabal
4. Aurora


