
Ogni nuova uscita di A.A. Williams desta sempre attenzione. La cantautrice inglese è sulle scene da poco meno di dieci anni, ma piano piano è riuscita a costruirsi una solida fanbase che aumenta (giustamente, vista la qualità dei suoi lavori) disco dopo disco. E siamo quindi arrivati al 2026 con Solstice, album che riprende sostanzialmente quanto già di buono era stato fatto con As the Moon Rests (2022) innervando il tutto di una lucente forza di rinascita e rivalsa.
Attenzione, non siamo di fronte ad un disco solare, questo sia chiaro, ma come il titolo lascia intuire abbiamo in questo caso raggiunto una sorta di equilibrio tra luce e oscurità, un bilanciamento di energie contrapposte che animano il nostro Io. Musicalmente restano le basi portanti fatte di dark folk, gothic, americana, death gospel, post-rock (e metal, secondo i casi); strumentalmente Solstice assurge quasi a ponte ideale tra le prime, intime produzioni guidate dal pianoforte (il cui apice va visto nella collection di cover Songs From Isolation) e la gotica maestosità del precedente, già citato, album. Una quadra che prima o poi doveva arrivare, ma che non era scontato che fosse generata con tanta classe, equilibrio e disinvoltura. Solstice culla e sferza, riscalda e congela, consola e destabilizza, continuamente demolisce e ricostruisce, un uroboro musicale perfettamente concepito che i detrattori della Williams bolleranno come scontato viste le precedenti produzioni, ma che noi non possiamo non elogiare data la sua capacità di conquistarci piano piano e di non lasciarci più. “Poison” in apertura è la traduzione in musica del concetto sopra espresso, ma il vero climax si raggiunge con la possente tripletta “Outlines” – “I’ve Seen Enough” – “The Veil”, tre momenti liricamente eccelsi nei quali la Nostra dispiega tutte le sue armi (archi, piano, e una voce toccante e versatile) e non fa prigionieri. L’album alle volte premia il lato più post-rock della cantante (“Wolves” e “Breathe” ad esempio), in altri casi indugia su coordinate più gothic (“Just A Shadow”), ma la sua forza risiede nella capacità di far confluire un genere dentro l’altro senza soluzione di continuità, creando un flusso di pensieri musicali che, come un’onda, travolge e sconvolge.
Si tratta dell’ennesimo centro per A.A. Williams: ormai da tempo libera dall’ombra delle varie Chelsea Wolfe, Anna von Hausswolff e Emma Ruth Rundle, alle quali molto spesso viene avvicinata, l’Artista è pienamente padrona dei propri mezzi musicali, e il presente Solstice ne è la prova. Ci auguriamo solo che possa mantenere sempre così alta la qualità delle proprie produzioni, sarà forse questa la vera sfida per lei.
(Reigning Phoenix Music, 2026)
1. Poison
2. Wolves
3. Little By Little
4. Hold It Together
5. Outlines
6. I’ve Seen Enough
7. The Veil
8. Just A Shadow
9. It Won’t Rain Forever
10. Breathe
11. The Gentle Harm


