
Aithaleia è lo strabiliante secondo lavoro in studio per i post-rocker francesi Echo Says Echo, prodotto e distribuito dall’etichetta Voice Of The Unheard. A distanza di cinque anni la band continua la strada sognante dell’esordio Pause, con le sensazioni che non sono affatto cambiate. Infatti i ragazzi parigini esprimono al meglio un esplosivo passaggio di suoni meticolosi che incastrano il post-rock moderno e attuale, creando anche una sorta di spiritualità solare che evolve durante tutta la sua durata.
Il capitolo iniziale “Noisy cave” è un grandioso tassello che si regge su una base elettronica di fondo con un synth spazioso e una percussione gustosa, che dopo un primo breve inizio lento e articolato si lancia in una corsa frenetica alla ricerca di un mondo sotterraneo e cavernicolo. La sensualità delle chitarre poi incarna alla perfezione una ritmica potente math rock, toccando con mano una malinconica emozione e un impatto personale sulla distorsione conclusiva. La seguente “The landing” invece prende spunto dalle strutture mistiche e struggenti dei Caspian lasciando un po’ di tristezza, dove gli arpeggi rocamboleschi abbracciano una canzone esplosiva e un ritornello enorme, che si infrange in una dimensione parallela e misteriosa nella parte centrale. Una traccia meravigliosa e vibrante che si lascia gustare tutta d’un fiato. Con “Volta celeste” iniziamo a dare una marcia in più a questo lavoro e una vertigine oscura prende vita lungo un percorso ricco di ostacoli, per descrivere una storia lucida di fratellanza in una lenta dissolvenza di chitarre. Un incantevole passaggio bello ed emozionante, a mani basse il migliore dell’intero lotto. Il trittico conclusivo prende forma sulle ali libere e sentimentali di “HHID”, in questo caso un eventuale riferimento viene visto nella band svedese pg.lost, con i suoi numerosi cambi di tempo stupendi e una raffinata esecuzione che esplode in un ritornello furioso di grande qualità. Al suo interno notiamo anche un bridge irregolare e tecnico che differenzia di poco le opere della band per poi riprendere la giusta strada iniziale graffiante. Il singolo “Stuck in Eeernity” si piazza nel momento più alto e finale del disco, con un culmine di malinconia amorevole e un’esplorazione aggressiva verso territori desolati a cavallo di una grinta unica e una riflessione che tocca lidi progressive rock. Chiudiamo con le note della lunga epopea “Dissensus”, ancora una volta un brano spedito e danzante che accelera verso una vertiginosa realtà visionaria su diversi colpi di scena e cambi di sonorità, fino a raggiungere un livello sonoro ipnotico, estenuante e grandioso.
Gli Echo Says Echo fanno centro alla grande con un album imponente, lucido e di formidabile bravura. Le sei tracce versatili si lasciano gustare fino all’ultimo attimo per un notevole punto di svolta nella carriera dei Nostri.
(Voice Of The Unheard, 2026)
1. Noisy cave
2. The landing
3. Volta celeste
4. HHID
5. Stuck in eternity
6. Dissensus


