
La psichedelia immersiva e dagli accenti vintage targata BLKE torna a spingere forte sul mondo discografico. Il quartetto berlinese vede il suo debutto con questo omonimo album caratteristico dalle forti influenze krautrock e al suo interno troviamo musicisti già di rilievo in un progetto parallelo dal nome Camera. Un mondo dispersivo e dalle sonorità riflessive si snoda in questo lungo viaggio ipnotico attraverso nove tracce interessanti che si uniscono tra loro come un filo vitale conduttivo e affrontano temi sociali importanti che hanno unito la band negli ultimi anni.
Il disco si avvia con il capitolo d’apertura “How about I end life” e una sinfonia lunare si accende sotto un suono pulsante; le percussioni subito dopo danno la botta iniziale per inoltrare l’ascoltatore in un’avventura visiva e incantevole. Dei piccoli vocalizzi poi simili a dei versi nauseati alimentano la linea vocale del frontman Jacob Buraczewski che insieme alla linea di chitarra riverberata unisce il resto della struttura in un vortice accogliente e vibrante. Segue la distorsione frenetica di “Up Tight” e un polveroso cammino apre a una canzone distorta e rumorosa, le parole qui fanno da contorno in modo carismatico a una corsa ricca di ostacoli e un grandioso tocco psichedelico che ci fa sussultare dalla sedia. Poi nel basso cavernicolo in “Never Try” il sound si fa più minaccioso e crea un’esecuzione oscura che va in modo ripetitivo verso un oblio nascosto creando tensione all’ascolto. “So Do I” è un brano pazzesco che mette in risalto delle qualità sonore uniche e lascia sprazzi di sfumature anni Settanta stile Doors. Anche in questo caso la voce con forza e attimi di energia tagliente si fa strada a un paesaggio dissonante e ampio, per un pezzo davvero notevole. Con il breve intermezzo strumentale “Interlude” una leggera malinconia sfiora la pelle e unisce uno dei brani più completi dell’intero lotto, “Traffic”, una composizione virtuosa che mantiene un tempo ripetitivo di basso e batteria, esplorando una sensazione di disturbo quotidiano e sulla parte centrale si accende un’infuocata atmosfera fino a chiudersi nel silenzio sordo. La batteria corposa di “Heat” aziona il trittico conclusivo su un appiglio più alternative rock e alcuni riferimenti richiamano ai più recenti Black Rebel Motorcycle Club, per un’opera buia dal cambio confusionario ma con un bellissimo attimo finale. Passando poi per il beat futuristico di “Satellite”, un’altra innovativa canzone frizzante che grazie all’energia martellante danza in modo deciso nel vortice di suoni densi e equilibrati. Chiudiamo con la lenta “Take It All”, una storia personale per abbracciare una godibile e monumentale fine.
Con questo esordio i Nostri fanno subito centro, mescolando un percorso ricco di colpi ad effetto con una carica agonistica invidiabile e svelano con attenzione le profondità dell’universo che ci circonda.
(Tonzonen Records, 2026)
1. How about I end life
2. Up Tight
3. Never Try
4. So Do I
5. Interlude
6. Traffic
7. Heat
8. Satellite
9. Take it All


