
Gli irlandesi Fontaines D.C. capitanati dal frontman Grian Chatten sono arrivati alla loro quinta fatica in studio e continuano l’ascesa musicale verso un sound più innovativo e moderno rispetto al passato, scostando il post-punk e le distorsioni frenetiche. Infatti in questo Dopamine Chamber distribuito dalla label XL Recordings i Nostri avviano un percorso futuristico e d’avanguardia, che sposta le tematiche verso argomenti scomodi e attuali come l’intelligenza artificiale e il declino fisico e personale di una società ormai portata allo sbando dalla tecnologia, cercando di fuggire con un sorriso sarcastico dalla realtà ottusa. Nel complesso viene confezionato un album attento e riflessivo che ci prepara ad un’imminente apocalisse di un mondo visionario e malinconico.
La traccia iniziale “Six Shot Morning” avvia un tempo pulsante su una base electro wave dove il synth incastra le parole di Chatten attraverso un cammino tortuoso in un clima teso, che attanaglia una società ormai lobotomizzata da nuove mode e dalla routine quotidiana fino ad accentuare un ritornello delizioso che martella la ritmica a dovere e completa un brano d’effetto. Segue il primo singolo lussuoso “Marianne” e la nuova strada spaziale che i Nostri intraprendono su questo lavoro. Il sound cupo e l’impatto della batteria abbraccia un assordante sensazione di sottofondo, che stordisce al suo passaggio e tocca con fascino la voce sensibile di Chatten per un’esperienza ipnotica dal gusto sopraffino. “Mimesis” invece è una canzone splendida che richiama le sonorità anni Ottanta stile Bauhaus e l’oscurità mette angoscia dietro ritmi incalzanti di chitarre visionarie, per portare l’attenzione su un brano contagioso dal godibile ascolto, a mio parere già uno dei migliori dell’intero lotto. Con “Happy For You” torniamo alle origini con un’esecuzione graffiante che racconta una relazione tossica dai risultati difficili con la linea vocale sussurrata e distorsioni rumorose sul finale. Discorso diverso e stravagante in “Demolition” dove il tocco shoegaze a tinte grunge ronza nell’aria con la ritmica danzante di una scrittura esplosiva che lascia scorrere un prezioso e struggente vortice di emozioni. Il secondo estratto dell’album “Tongue” conclude la prima parte di quest’opera con una traccia incredibile dal tempo ovattato, un campionato di batteria che esplode in un bridge ampio e un elettrizzante tiro elettronico, per mescolare una sintetica composizione stupenda e dissonante. “One Man” calma le sensazioni nel sogno dormiente e accogliente di Grian e compagni, qui la meravigliosa entrata in scena della batteria con un fuori tempo geniale accoglie una vibrazione struggente e gli archi di sottofondo ci travolgono in un brivido che attraversa l’anima. Ritroviamo emozioni dolci e amorevoli anche su “Where Is Gone?” con la partecipazione dell’artista ROSALÍA, una ballad che fa da contorno a un’elegante atmosfera morbida e sensuale, dove la cantante spagnola riesce a trovarsi a suo agio in un testo incantevole. Gli attimi finali si accendono sulle chitarre inquietanti e distopiche di “You Miss Me”, che esprimono il concetto libero e di speranza su un tocco anni Novanta per un classico brano pop rock. In “Japan” si racchiude tutto il viaggio della band negli ultimi anni e il dream pop interessante in chiave acustica descrive la storia di un uomo alla ricerca di affetti perduti nel suo disordine. Una canzone meravigliosa che invita la traccia finale “Intimate” che ci porta in un universo parallelo quasi alieno, sopra il tappeto di sintetizzatori lunari che infuocano un mosaico di suoni brillanti per una chiusura monumentale.
Con questo lavoro i Fontaines D.C. hanno fatto ancora una volta centro, intrappolando il loro mondo visivo in una stanza sintetica e raggiante. Un album viscerale, autentico e mentale che ti trascina in un emozionante oblio infinito.
(XL Recordings, 2026)
1. Six Shot Morning
2. Marianne
3. Mimesis
4. Happy For You
5. Demolition
6. Tongue
7. One Man
8. Where Is Gone? (with ROSALÍA)
9. You Miss Me
10. Japan
11. Intimate


