
Un vortice estremo e martellante di riff dissonanti sopra un grintoso muro cavernicolo avvolge il mondo dei Draken, trio heavy rock norvegese formatosi ad Oslo nel 2019. La band in questi anni si è guadagnata una fetta importante sul genere creando una miscela esplosiva di sonorità ruvide e costanti che esprimono al meglio il fattore sorpresa e una scrittura infallibile. Con questo terzo album Here Be Draken fanno un decisivo salto in avanti con un lavoro ben strutturato e variegato, portando alla luce un’autentica gemma pesante e di grande effetto memorabile.
Il brano d’apertura “The Great Deceiver” si accende su un potente riff furioso a tinte hard rock che segue una scia malinconica anni Settanta e una ritmica godibile dalle forti sonorità Black Sabbath, inoltre sulla parte centrale si libera una voce acida che graffia l’atmosfera. Una canzone d’avvio niente male che mette subito in chiaro le intenzioni della band in modo eccellente. Segue la violenza quasi death metal di “Jólablót” con una distorsione frenetica che abbraccia le urla di dolore del vocalist Even Hermansen, seguendo la scia di una chitarra disturbante che si lamenta nell’oscurità e unisce un ritornello melodico nonostante la vibrazione di fondo sia distruttiva. Con “Saturday Night Head Removal Extravaganza” invece si spinge forte in un calderone delirante e rumoroso che ricorda le tonalità buie degli Entombed, per una traccia che perde leggermente la bussola e risulta un po’ troppo caotica. Mentre accenni di psichedelia sognante si riescono a udire sulle note di “Here Be Dragons” e l’aura di mistero si fa luce attraverso il caos quasi inquietante della strofa. “Crimson Sun” manda un piccolo segnale di calma con un giro di chitarra iniziale su una sfumatura country, per poi riprendere a cavalcare una struttura doom con un assolo spedito che completa l’opera. Dopo il tocco quasi trionfale e moderno di “It Serves You Right”, dove notiamo che la band ama diversificare le idee che in questo caso toccano un classico trash metal d’altri tempi, ci concentriamo sul selvaggio riff hardcore di “Wrath”, una traccia veloce che arriva come un pugno allo stomaco e prepara il terreno al gran finale. Iniziamo il trittico conclusivo con la distorsione notevole di “Shirts of Black (F.O.A.D)” su un rognoso gancio massiccio di chitarre che insieme alla solita e rauca voce di Even, completa uno dei brani più belli dell’intero lotto. Passando poi ai colpi impastati e tecnici in “Of Demise and Men”, un’altra gemma pesante con una quantità di riff pazzeschi e una linea leggera di voce sul ritornello orecchiabile. La penultima “Endtyme” è un’altra canzone da tenere d’occhio anche se messa alla fine riesce a coinvolgere a pieno il suo ascolto, grazie alle melodie dolci e drammatiche che lasciano sulla strada una sensazione fragile e dopo l’assolo sornione si spegne in un tappeto di suoni effettati. Chiude la breve “Shit Show” che insegue un timbro street metal e una nebulosa influenza presa dagli Skid Row.
Con questo nuovo capitolo i Draken continuano il loro percorso già di qualità aprendo il cuore a un’identità diversa, senza dubbio risulta una produzione imprevedibile ma con un impatto orgoglioso e solido sulla scena musicale del momento.
(Dark Essence Records, 2026)
1. The Great Deceiver
2. Jólablót
3. Saturday Night Head Removal Extravaganza
4. Here Be Dragons
5. Crimson Sun
6. It Serves You Right
7. Wrath
8. Shirts of Black (F.O.A.D)
9. Of Demise and Men
10. Endtyme
11. Shit Show


