
La sensazionale attitudine e il profondo post-metal dei tedeschi Long Distance Calling si conferma ancora una volta in questo nuovo lavoro in studio The Phantom Void per un’ennesima esperienza sonora da brividi che incanta l’ascoltatore. Prodotto per la label earMUSIC, questo disco affonda ancora le radici nell’identità iniziale della band ed evoca una narrazione creativa d’impatto, dove le immagini sfocate prendono vita nell’oscurità, portando a termine un concept album riflessivo ed emotivo.
Il brano apripista “Mare” è un’introduzione cupa e inquietante con un paesaggio minaccioso e il sound ruvido che apre le porte a una distorsione ampia, il monologo campionato sporco intensifica il segnale e incastra alla perfezione la seguente “The Spiral”. Un classico brano potente in perfetto stile Long Distance Calling dove i fraseggi di chitarra alternano melodie melodiche a virtuosi assoli dissonanti, reggendo l’urto grandioso della ritmica che come un’anima pulsante scalda un soffice passaggio di accenti melodici per poi esplodere nel riff martellante del ritornello, un pezzo devastante e dal grande impatto sensoriale che ci trascina in un ipnotico e sognante habitat. “A Secret Place” invece avvolge una tematica più morbida e un giro malinconico, che simboleggia un momento di pace interiore, cercando il vero senso di questa realtà minacciosa. Nella parte centrale il caos assordante delle distorsioni esprime al meglio una polverosa struttura, che si arresta in una luce sfuocata di un sentimento personale. Con “Nocturnal” ci addentriamo in uno dei brani più pesanti dell’intero lotto e, a mani basse, il migliore. La corsa frenetica delle chitarre crude viaggiano spedite insieme alla batteria tecnica e al sound raffinato, che a metà dell’opera trova momenti leggeri e introspettivi grazie all’aggiunta di un piano soffice che da una forma diversa alla canzone ma senza perdere la grinta iniziale in chiave post-rock. Un eccellente capolavoro musicale duro, solido e con quella sensazione psicologica al suo interno. La title-track “Phantom Void” è un altro incredibile racconto con il synth che a passi corposi invita la tempistica ambiziosa del batterista e ruota attorno a una drammatica esecuzione di chitarra. Un brano lungo e estenuante dove i nostri creano un notevole viaggio assurdo ricco di attimi improvvisi dove gli incubi si addentrano nella mente, intrappolando un mondo amorfo fuori da ogni logica. La penultima “Shattered” inizia con uno struggente sospiro di ricordi delicati e nel giro di chitarra notiamo la melodia triste che man mano si costruisce intorno una rocciosa struttura aggressiva, fino ad esplodere in un abbraccio liberatorio che racchiude i pensieri più negativi del nostro inconscio. La fine arriva con l’oscurità quasi progressive metal di “Sinister Companion”, con il chitarrista che dopo un breve assaggio virtuoso segue un ritmo preciso e lucido, creando quella sensazione surreale fino al culmine conclusivo di un ambiente tormentato.
The Phantom Void in conclusione è un capitolo importante e ambizioso dove i Nostri, a distanza di quattro anni dal precedente Eraser, hanno sistemato alla perfezione le proprie idee per un emozionante ed esplorativo disco teso e ben orchestrato.
(earMUSIC, 2026)
1. Mare
2. The Spiral
3. A Secret Place
4. Nocturnal
5. Phantom Void
6. Shattered
7. Sinister Companion


