
I Towering sono una band francese che dopo aver pubblicato due demotape, Towards Fate nel 2016 e Promo nel 2018, strappano un contratto la Dolorem Records, etichetta di Tours, nel centro della Loira, che nel 2019 ne pubblica l’esordio intitolato Obscuring Manifestation. Copertina e logo lasciano subodorare sin da subito il contenuto del dischetto: un metal estremo molto feroce che però paga dazio in termini di originalità. Durante l’ascolto infatti diventa davvero arduo mantenere alta la concentrazione, il sound così stereotipato porta l’ascoltatore a distrarsi, pensare ad altro, non avendo al suo interno, in tutte le sei tracce (più intro), nulla che sferzi l’aria o che incida la memoria. La produzione, fin troppo grossolana e in your face, ne aumenta il malus, ed è per me davvero complicato salvare qualcosa di buono.
Da lì a pochi mesi la pandemia sconvolge i piani dei Nostri che di fatto si fermano, come il resto del mondo, e ci vorranno quasi sei anni per ripresentarsi sul mercato discografico. La band, rimasta un quartetto anche dopo il cambio di bassista, trae giovamento da questa pausa forzata. The Oblation of Man, sempre per la Dolorem Records, mostra fieramente tutte le migliorie: veste grafica molto più curata, produzione perfetta, un sound finalmente ricco e variegato, che mostra una maturità compositiva che ha (quasi) dello sbalorditivo. Il gruppo, capitanato da Tom J. Silver (chitarra e voce), resta debitore di una fascinazione profonda per alcune band che hanno concretamente riscritto il genere.
Parliamo di Ulcerate: la loro propensione nel gettarsi nei meandri compositivi più complessi e oscuri.
Parliamo di Svart Crown: lo loro esplicita recrudescenza nel ristagnare in zone sulfuree.
Parliamo di Hour of Penance: la loro ritmica possente, soffocante, tentacolare.
Parer mio trovo che, concettualmente, questo secondo disco prenda spunto altresì da Portal e Defacement, avendo al suo interno una quota dissonante e morbosamente malvagia, direi da terreno umido e ricco di vermi, che dona alle composizioni – sei anche in questo caso – una cappa atta a smorzare speranza e luce diurna.
The Oblation of Man diventa così un album molto intrigante, complesso ma non ostico, capace di regalare sorprese ad ogni ascolto. I Towering ci hanno messo un po’ ma già al secondo giro di giostra dimostrano tutto il loro valore. Se sapranno personalizzare meglio il proprio songwriting – avendo loro tutte le potenzialità per farlo – sono sicuro che in futuro ne ascolteremo delle belle. Mezzo voto in più di incoraggiamento, se lo meritano!
(Dolorem Records, 2026)
1. Asceticism
2. To Die Once and Emerge
3. Shattering Individuality
4. The Devouring Presence
5. Herald of the Black Sun
6. Embraced Atonement


