
Il panorama post-rock attuale è l’habitat naturale per i Bruecken, band tedesca nata dieci anni fa ad Oldenburg. Nella loro visione musicale prendono vita paesaggi atmosferici lucidi e fantasiosi che mettono in mostra una luce sperimentale prettamente strumentale e coinvolgente. Dopo alcuni lavori di spessore si confermano con questa nuova opera Years That Answer per la label Moment Of Collapse Records. Un’esperienza splendida e cinematografica che prende spunto da diverse realtà del genere come Maybeshewill e Spurv, dove linee di chitarra struggenti e ritmiche graffianti esplorano in profondità l’incertezza del domani e racchiudono con dolcezza un’esperienza immersiva da godere ad occhi chiusi.
“Periapsis” è il brano apripista con un loop temporale che arriva dall’oscurità grazie al tono ruvido del basso distorto, una chitarra stridula poi apre un vortice pesante con un assolo preciso e infine le percussioni aggiungono alla struttura un clima distruttivo, che dopo il caos spiazzante quasi post-metal nel ritornello rallenta in una piccola parte vocale silenziosa. Il singolo “Questions We Raise” invece apre una tavolozza di colori inizialmente duri e aggressivi per poi passare a una struttura più ampia e tecnica, con gli accenti elettronici che incastrano le linee di basso tentacolari e le chitarre energiche, per un brano grandioso. Il breve sospiro di “Cadence” ci culla con tutta la sua dolcezza alla seguente “Dissolving” e al cinguettio di uccellini liberi nello sfondo e un arpeggio quasi innocente che prende vita. La traccia poi inizia la corsa verso un passaggio più dinamico e una melodia unica che si annida nelle vene come un ricordo indelebile da dimenticare; sul cambio centrale i riff magnetici e potenti ritornano con prepotenza a dare una carica importante per uno dei pezzi più riusciti dell’intero lotto. “Onward Transmission” si differenzia dalle altre tracce per il suo cambio improvviso di tempi e tematiche sporche che rendono l’ascolto piacevole e suggestivo, grazie anche alla base synth pop che si amalgama con tutto il resto e ci ricorda i paradisi lunatici dei mitici Collapse Under The Empire. Ci avviciniamo alla fine con la violenza inaudita di “Chronostasis”, che dopo il breve attacco duro si calma trascinandosi dietro una linea atmosferica sensibile e incantevole. Prima di chiudere troviamo un altro breve intermezzo, “Nightlines”, e un giro di chitarra morbido che lentamente abbraccia una sensazione commovente. La traccia conclusiva dà una spinta finale a questo lavoro con la lunga e cosmica “Signs Of Springs” e una sfumatura sonora che accoglie paesaggi immaginari immergendo a pieno l’ascolto verso qualcosa di toccante, che dopo gli infiniti cambi di direzione trovano pace in un coro angelico armonico. Una degna chiusura per un lavoro memorabile.
I Bruecken fanno centro ancora una volta con un disco immenso suonato a livelli grandiosi, consapevoli di dover fare ancora tanta strada ma sono senza dubbio una realtà importante da tenere d’occhio.
(Moment Of Collapse Records, 2026)
1. Periapsis
2. Questions We Raise
3. Cadence
4. Dissolving
5. Onward Transmission
6. Chronostasis
7. Nightlines
8. Signs Of Spring
7.5


