
Is This All There Is? è il primo capitolo di una trilogia con cui Anna Calvi dichiara di voler andare a sondare nel profondo l’identità, intendendo quest’ultima come il risultato finale di un processo di innamoramento che ci plasma, ci rimodella e ci trasforma, come attraverso un’autentica metamorfosi. Tutto nasce – a suo dire – dall’esperienza della maternità, autentico e ineguagliabile turning point della vita di ogni donna. Avevamo lasciato la Calvi alle prese con la realizzazione delle colonne sonore per le ultime due stagioni di Peaky Blinders, il serial britannico ambientato in UK negli anni Venti del secolo scorso, subito dopo la Grande Guerra, ma l’avevamo lasciata soprattutto alle prese con la gravidanza, sfociata poi in maternità. Evento che l’ha posta nella condizione di poter, anzi di dover, rivedere tutto il proprio percorso esistenziale, ancor prima che artistico da un diverso punto di vista, che potesse permetterle di contestualizzarlo come centro del tutto.
La ritroviamo oggi, nella prima parte del 2026, alle prese con un nuovo disco, un EP a quattro tracce, in cui duetta con altrettanti ospiti. Per questa prima parte della trilogia la Calvi ha scelto un quartetto di tutto rispetto, composto da Iggy Pop, Laurie Anderson, Perfume Genius, e Matt Berninger. Ne è uscito un lavoro che mostra inequivocabilmente tutto il suo potenziale, soprattutto grazie alla poliedricità e al valore dei partecipanti, che permettono alla Calvi di cimentarsi in quattro approcci differenti ma comunque riconducibili al suo caratteristico e inconfondibile timbro. Quattro brani abbiamo detto, due inediti della Calvi, e due cover, “I See A Darkness” di Bonnie “Prince” Billy e “Computer Love” dei Kraftwerk. Is This All There Is? si caratterizza e si distingue per una sinergia tra gli interpreti che si esalta attraverso contrasti e dissonanze, in un mood cangiante che in taluni frangenti sembra quasi esplodere di sontuosità. Il disco, che guarda in direzione di una ricerca interiore volta a sondare le profondità, riesce a toccare da vicino l’intimità più recondita e preziosa che abbiamo nascosto con l’intento di preservarla dagli attacchi e dall’invadenza della tecnologia annichilente che appiattisce i sentimenti e inaridisce il cuore. E lo fa con tutta la delicatezza di cui dispone, riportando la luce della speranza laddove la notte regna incontrastata.
Anche se si tratta solo di quattro brani, gli episodi di Is This All There Is? ci consegnano un EP sensualmente suggestivo, che dimostra ancora una volta la duttile poliedricità di un’artista che riesce a mettersi sullo stesso piano dei suoi ospiti, senza sopravanzarli o prevaricarli, e facendoli quindi sentire parte integrante del progetto. Quattro episodi da vedere come fermate intermedie di un lungo viaggio che non sappiamo ancora dove intende portarci. Quattro episodi che però, proprio grazie all’eterogeneità dei brani, lasciano aperta una ridda di soluzioni davvero senza limiti. A noi piace pensare che la traccia finale, quella con Matt Berninger, sia l’apripista verso un secondo EP in cui la desolazione post industriale del brano possa essere ulteriormente ampliata. Anche se, al netto di tutto, continuiamo a preferire la traccia di apertura, quella insieme a Iggy Pop, in cui il lato più energico e glam rock della Calvi si esalta in tutta la sua grinta romantico-gotica.
(Domino Records, 2026)
1. Anna Calvi and Iggy Pop – God’s Lonely Man
2. Anna Calvi and Perfume Genius – I See A Darkness
3. Anna Calvi and Laurie Anderson – Computer Love
4. Anna Calvi and Matt Berninger – Is This All There Is?


