
Domenica Diavoleria è l’alias che ha scelto Domenica Clark, musicista statunitense dello stato di Washington, dedita ad una ricerca sperimentale che negli ultimi anni la sta consacrando come una delle artiste da tenere maggiormente in considerazione. Il suo esordio, datato 2021, è stato sancito dall’album autoprodotto The Night is my world, con cui si è messa in mostra in un contesto che ancora oggi si caratterizza per una pluralista di proposte, che spesso sfocia in un surplus che tende ad appiattire, qualitativamente parlando, l’offerta sonora. Sono seguiti due album, pubblicati entrambi con etichette di notevole rilevanza, a livello locale, come la Obscure & Terrible Records per Forever Your Salesgirl del 2022, e la Eiderdown Records (che si occupa anche di quest’ultimo album) per Orange Clearing del 2024. Dopo aver realizzato un secondo album completamente autoprodotto lo scorso anno (A City of Ladies), la Clark ha scelto di tornare, in questa prima parte del 2026 con Flicker Statue Eyes.
L’album è il tentativo (a nostro avviso riuscitissimo) di sonorizzare (interamente dal vivo) The Company of Wolves, il film di Neil Jordan del 1984 basato su un racconto di Angela Carter. Si tratta di un esperimento con cui la Clark (come detto, qui nella veste di Domenica Diavoleria) va a rielaborare la colonna sonora originale, riscrivendola attraverso la propria chiave di lettura delle immagini che scorrono sullo schermo. Trattandosi di un pellicola di stampo horror/gothic non poteva che uscirne un sound che trasuda inquietudine, e che, non fatichiamo a collocare all’interno della usuale proposta dell’artista statunitense. Flicker Statue Eyes è quindi da inquadrare come un disco carico di tensione, in cui le dissonanze seguono l’andamento della narrazione, cercando di non far perdere pathos all’ascolto (cosa non facile per una colonna sonora, spesso molto episodica, e quasi mai monoliticamente continua nel suo incedere). L’album è comunque molto ben strutturato, e sufficientemente avvolgente, grazie ad un lavoro ai synth della Clark che non cala mai di intensità, restando ancorato ad un intrigante lavoro di ricerca che sublima un sogno ad occhi aperti in continua metamorfosi, che prova a riproporre la misteriosa bellezza delle parole della Carter, più che le immagini di Jordan.
Un viaggio incantato tra passaggi e paesaggi che richiamano vicende ancestrali in cui si agitano fantasmi di un passato, esaltati da una rilettura elettronica che non scorda però mai il lato più sognante dei pensieri.
(Eiderdown Records, 2026)
1. The Corridor Of Toys
2. My Sister Sleeps
3. Statue Eyes
4. Prostrate Under His Regalia
5. Tender Maid
6. Terence
7. Wedding Party
8. Young Girl
9. The Erl King


