
Radio Hito è lo pseudonimo scelto dall’italo-vietnamita Nguyễn Zen Mỹ per raccontare i suoi mondi interiori. Mondi che non possono non affascinare chi, come noi, cerca di trovare la bellezza in ogni luogo, indipendentemente dal fatto che si tratti di un qualcosa tangibile, o solo creazione artistica. L’unicità del suo linguaggio (autentico punto di forza primario del progetto) sta nell’essere riuscita a creare un legame tra l’immaginario e la realtà, e di aver trovato il modo per comunicarci le sensazioni che l’hanno attraversata durante questa sua ricerca. L’uso e gli attributi del cuore è il suo terzo album, dopo Non Solo Sole, uscito nel 2020 per Midi Fish, e Voce Lillà, pubblicato a distanza di un anno, nel 2021, con Kraak Records, ma è soprattutto il primo ad essere pubblicato anche in 12″, dopo le due edizioni in cassetta del passato, grazie alla lungimiranza della Maple Death Records (a cui prima o poi dedicheremo uno spazio speciale, in una forma che ancora non ho individuato, ma a cui sto pensando da tempo) in questa occasione affiancata dalla belga Meakusma.
Quello di Radio Hito è un suono minimale, ma decisamente raffinato, costruito intorno alla rilettura in italiano di L’usage et les attributs du cœur, testo di Claude Royet-Journoud, poeta francese contemporaneo. Nguyen con il suo album va in cerca di una lingua nuova, la costruisce, la modella, e la rende disponibile nell’etere, donandola a tutti coloro che sentono la necessità di uno spazio (prima di tutto mentale) alternativo, in cui come per magia, si possa dare nuova vita e nuovo significato al fonema dei vocaboli contenuti nel testo di Royet-Journoud. È qui che si crea la magia di cui sopra, con le parole che assumono un ruolo differente rispetto a quello che hanno avuto finora, un ruolo che possiamo individuare come perfettamente inserito in un contesto artistico caldissimo, a metà tra il canto e la solennità di un recitato, che pone (ed eleva) la voce in primo piano rispetto a tutto il resto, fino a farla diventare lo strumento cardine dell’orchestrazione complessiva. L’uso e gli attributi del cuore è un album che lascia addosso una sensazione di irrazionale inadeguatezza, e che ci pone in un limbo in cui siamo costretti a riflettere sull’esperienza acustica appena conclusa, in cerca di quei punti di riferimento che possano permetterci di collocare tutto il pathos che Radio Hito ha saputo creare, in modo da poterlo fare nostro per davvero. Ma questo non deve spaventarci, prendiamoci il nostro tempo, non si tratta di un qualcosa di immediatamente metabolizzabile, non lo è stato nemmeno per lei, dato che le ci sono voluti due anni per potergli dare forma definitiva.
Ci piace pensarlo come un qualcosa in continua mutazione, forti dell’idea che, in sede live, tutto possa andare ad assumere forme diverse, a seconda del contesto in cui viene ad essere orchestrata la sua performance. Ma soprattutto ci piace il fatto che abbia realizzato tutto quanto attraverso l’uso della voce e di una workstation Casio CTK, senza ricorrere a sovraincisioni, e a sovrastrutture. Un qualcosa in cui a brillare è dunque solo l’essenziale, confinato in una sospensione emotiva volta a toccarci laddove siamo più sensibili e indifesi.
(Meakusma, Maple Death Records, 2026)
1. Seguiamo i margini
2. Il singolare
3. Nella notte
4. Davanti agli occhi
5. Al diciassettesimo passo
6. Un rumore
7. Sono dei viventi
8. Les cercles d’appartenance (rilettura)
9. Il corpo vicino
10. Igor (L’amore di una descrizione)


