ALARM! > Failure By Design

Failure By Design è il secondo album degli ALARM! in tre anni. L’idea per il concept, a quanto racconta Gareth Smith, chitarrista britannico trasferitosi in pianta stabile in Svezia e divenuto uno dei punti di riferimento per la scena hardcore scandinava (nonchè anima pensante degli ALARM!), arriva dall’omonimo libro di Josh Bivens, scoperto da Smith…

Plaindrifter > Gestalt

Nati nel 2017 nel cuore della Ruhr, una delle aree industriali più iconiche della Germania, i Plaindrifter sono emersi nella scena heavy psych europea con l’ambizione di andare oltre i confini dello stoner più tradizionale. Fin dagli esordi il trio ha mostrato una propensione per strutture dilatate, atmosfere contemplative e un approccio compositivo più vicino alla narrazione che all’impatto immediato del…

The Holy Flesh > Notturno

Avevamo perso dai radar The Holy Flesh poco prima della parentesi pandemica. Era il finire del 2019, e, mentre il modo ancora non sapeva che tutto sarebbe stato irrimediabilmente stravolto da lì a poco, alienavamo la altrui gioia del Natale con Emissary and Vessel, album di debutto di questo misterioso progetto britannico. Il tempo, nemico…

Μόρα > Μόρα

Μόρα è un nome relativamente nuovo in ambito grindcore. L’album omonimo di cui vi parliamo oggi è infatti il disco di debutto per la band ateniese. Nati sostanzialmente nello stesso istante in cui hanno dato vita al loro demo, a ridosso del 2019, i Μόρα (trio greco di cui sappiamo veramente pochissimo a livello biografico)…

Protest the Hero > Within

Correva l’anno 2008 quando misi le mani (e le orecchie) per la prima volta sui Protest the Hero. Ai tempi ero un metallaro in erba con il sogno dei capelli lunghi, il corpsepainting e tutte quelle cose lì. Li conobbi grazie a un portale online che promuoveva Fortress, ai tempi la loro release più recente, e fu…

Lucy Kruger & The Lost Boys > Pale Bloom

Continua l’affascinante percorso introspettivo di Lucy Kruger & The Lost Boys, che a distanza di un paio d’anni da quel A Human Home che ci aveva permesso di fare la sua conoscenza, torna a deliziarci con il suo delicato racconto, questa volta orientato alla rielaborazione dell’infanzia. Pale Bloom (settimo album in poco meno di dieci…

Onségen Ensemble > A Tale

Gli Onségen Ensemble sono un collettivo finlandese con la forte passione per i mondi surreali e cinematografici: in ogni loro racconto si apre un cammino intenso e realistico che si snoda davanti ai nostri occhi come una creatura fragile e evocativa. La carriera artistica del gruppo ha subito diverse evoluzioni negli anni, con cambi di…

Totalitär > Totalitär

Più o meno a metà degli anni Ottanta, la scena punk svedese venne travolta da una deflagrante esplosione che cambiò irrevocabilmente la storia musicale della Scandinavia, ovvero la nascita del kängpunk, il movimento che univa hardcore e punk, non solo da un punto di vista estetico, identitario e stilistico, ma anche, e soprattutto sonoro. Caratterizzato…

Sconfitta > Essere Nessuno

Questo disco di debutto è tutto sbagliato. Suona male, è fastidioso, non ha un barlume di solidità e probabilmente – speriamo! – non ci sarà un seguito. Nome della band e titolo d’altronde ce l’avevano già anticipato. Il trio ligure, che preferisce definirsi “collettivo”, forse per darsi un tono, per allargare spalle altrimenti curve e…

Altarage > Cogwheel

Abbiamo conosciuto gli Altarage con la loro devastante trilogia iniziale (Nihl, Endinghent e The Approaching Roar, usciti tra il 2016 e il 2019), a cui sono seguiti altrettanti album di assestamento (Succumb, il live album Sol corrupto e Worst Case Scenario) con cui il trio basco ha provato a sondare territori ai limiti delle proprie…

The Spacelords > Uranus Omnibus Sanctus

Tornano i The Spacelords e la ricetta, sulla carta, non cambia: la storica formazione tedesca – composta da Matthias “Hazi” Wettstein alla chitarra, Marcus “Mudge” Schnitzler alla batteria ed Ekhard “Akee” Kazmaier al basso – giunge con Uranus Omnibus Sanctus al suo nono album in studio. Un traguardo sudato e sofferto per la band, arrivato…

Emma Ruth Rundle > These Killing Times

Come spesso capita quando ci si ritrova a scrivere una recensione “importante”, le parole stentano a uscire e rimangono chiuse nelle dita. Cerchi di farle uscire ma dubiti che riescano a contenere le emozioni e le suggestioni scaturite dall’ascolto di questo o quel disco. Nel caso di These Killing Times, quinta (ma la discografica dell’artista…