King Woman > Created in the Image of Suffering

Prima ancora che nei King Woman, Kristina Esfandiari ha affinato le proprie abilità di cantante nei Whirr, band shoegaze capitanata dall’ex Deafheaven Nick Bassett, e nel progetto solista Miserable. Anche i King Woman nascono come progetto solista, ma è come band che nel 2014 presentano l’EP Doubt. A questo punto la Relapse decide di rafforzare…

Call of the Void > AYFKM

È uno sposalizio perfetto quello tra la Translation Loss e i Call of the Void. Da un lato la label della Pennsylvania, etichetta di punta nel post metal (per fare qualche nome: Rosetta, Intronaut, Junius, Mouth of the Architect, Lesbian), pare stia provando negli ultimissimi tempi a fare la voce grossa per quanto riguarda il…

Black Motel Six > Everything In Its Place

Siamo giunti al secondo album per i Black Motel Six, band romana dedita ad un alternative metal molto spinto di stampo a stelle e strisce. Rispetto al lavoro precedente, questo nuovissimo Everything In Its Place è molto più maturo, anche se, bisogna dirlo subito, qualcosa di più poteva essere fatto. I capitolini sprigionano subito la…

Rude > Remnants…

Già dalla copertina, targata Dan Seagrave, si capisce chiaramente cosa ci attende dal nuovo lavoro dei Rude, da Oakland, California, edito come il primo album dalla sempre più attenta FDA Rekotz. La semplice impaginazione, i caratteri che compongono il libretto e le foto dei componenti ci rimandano direttamente ai primissimi anni ’90, quando band come…

Kreator > Gods of Violence

Prima di partire con la recensione della nuova fatica targata Kreator è doveroso porsi un paio di domande: riusciranno Mille Petrozza e Co. a realizzare un disco degno di nota (come praticamente sempre han fatto) e a rialzare le quotazioni del thrash teutonico, sceso ai minimi storici dopo i due scialbi dischi marchiati Sodom e…

Lower Than Atlantis > Safe In Sound

Metaforicamente parlando il pianeta Lower Than Atlantis orbita lontano anni luce da Grind On The Road; potremmo per cui ignorarlo bellamente, oppure, con un po’ sana curiosità, darci almeno uno sguardo, dato che i quattro ragazzi inglesi realizzano il loro alternative rock, spesso dal sapore novantiano, ispirandosi a generi a noi cari come il post…

Zao > The Well-Intentioned Virus

  È sorprendente per una band come gli Zao, che ha già all’attivo una discografia spettacolare e che sembrerebbe aver già dato tutto, salire in cattedra, dopo sette anni senza un full-length, con un lavoro che sa di maturità compiuta. Facciamo un passo indietro, però. Abbandonata la Ferret dopo l’ultimo, poco entusiasmante, Awake?, gli Zao…

Hour Of Penance > Cast The First Stone

A distanza di due anni dall’opera precedente tornano alla ribalta i romani Hour of Penance, ormai solida realtà del brutal death metal nostrano con ben vent’anni di onorata carriera sulle spalle, pronti a dare una scossa al mercato extreme con il loro settimo full-length album, intitolato Cast the First Stone. Tuffandoci nell’ascolto percepiamo immediatamente l’altro…

Unison Theory > Arctos

Dalle viscere della nostra Capitale debuttano gli Unison Theory con Arctos, concept album che rende omaggio al thriller di James Rollins. Molto gradevole l’artwork, che impreziosisce senza dubbio il disco, un concentrato di tech death contaminato da altre influenze molto vicine al metal moderno. A sprazzi pare di ascoltare un ibrido tra i Meshuggah e…

Twinesuns > The Empire Never Ended

Da quando O’Malley e Anderson si sono praticamente appropriati della scena drone degli ultimi anni, è sempre più difficile riuscire a creare un album che non abbia quel retrogusto amaro di “già sentito”. “No! Try not. Do! Or do not. There is no try.”. I Twinesuns non ci provano, lo fanno direttamente e ci riescono,…

Glitter Wizard >Hollow Heart Tour

C’era grande attesa per il terzo album dei californiani Glitter Wizard, il primo prodotto dalla Heavy Psych Sounds, presentato come un progetto ambizioso nel quale i cinque talentuosi musicisti s’impegnavano a fondere hard rock e psichedelia. In effetti è sempre interessante vedere come una band evolve album dopo album e, nel caso di Hollow Heart Tour, anche…

Kayo Dot > Plastic House on Base of Sky

Ascoltare la nuova opera del progetto avantgarde Kayo Dot lascia delle sensazioni contrastanti. Plastic House on Base of Sky, questo il nome dell’album targato 2016, è un viaggio che parte dalla fine per poi tornare al principio, un disco che si involve pur contenendo al suo interno una ricchezza sonora disarmante; una ricchezza che si…