
Non abbiamo né tempo né voglia da dedicare all’inutile tentativo volto a cercare di coniare una definizione (meglio se inedita) con cui provare a descrivere quello che sono oggi i Taupe, e che cosa stiano facendo (alla musica). Lasciamo ad altri il piacere (piacere?) di scervellarsi in cerca di formule più o meno azzeccate, foneticamente accattivanti, o del tutto destituite di significato, con cui riempirsi la bocca. A noi piace pensare che il trio scozzese stia dando del tu alla musica, il resto ci interessa davvero molto poco. Ci piace però, ancor di più, il fatto di essere alle prese con un sound indecifrabile, proprio perché libero da ogni tipo di convenzione, sia pratica che concettuale.
waxing | waning, il loro terzo album, il primo con i cechi di Minority Records dopo i due su Scant Records, si caratterizza sin da subito per il suo continuo e caotico rincorrersi di dissonanze, in un mare in tempesta dove il disordine dei suoni pare indirizzare l’ascolto verso un’indecifrabile accozzaglia di stimoli che inducono a pensare di avere a che fare con un qualcosa di difficilmente coinvolgente. Ma non sarà così. Occorre infatti solo superare l’ostacolo iniziale, e lasciar andare i pensieri in libertà. Il resto verrà da solo. Ogni dettaglio andrà a collocarsi nella sua naturale destinazione, e il disco si rivelerà molto meno ostico di quello che si pensava. In un contesto sporchissimo come il free jazz, in cui le contaminazioni amano essere quanto più rumorose possibile, il grido del trio scozzese risulta più che mai audace e indisciplinato. È indubbio infatti che i Taupe siano un terzetto che ama spingersi oltre il lecito, portando i confini della sperimentazione oltre l’immaginabile, in una sorta di sfida lanciata agli ascoltatori. Come appare altrettanto evidente il fatto che il free jazz di avanguardia sia solo il punto di partenza per le evoluzioni e i deliri di Mike Parr-Burman (chitarra, basso, elettronica), Jamie Stockbridge (sassofono contralto e baritono) e Alex Palmer (batteria, percussioni). Guardandolo sotto un altro punto di vista, l’album ci porta a pensare che, proprio grazie alla sua forza dirompente volta a scuotere l’apatia, siamo alle prese con un atto politico a tutti gli effetti, con cui, in compagnia dei Taupe sfidiamo la piattezza e la superficialità socioculturale attuale. In un ambito sostanzialmente conservatore come quello musicale di nicchia, approcciare un disco come questo è una sorta di dovere morale.
In alcuni frangenti waxing | waning suona in maniera quasi sublime, soprattutto quando riesce ad intrecciare tutta una serie di espressioni che tra loro non potrebbero essere più distanti. Ennesimo segnale che la velocità di pensiero della band è non solo di primissimo livello, ma che è anche un qualcosa che viaggia al doppio degli altri. Inevitabile quindi marchiarlo come schizofrenico. Soprattutto perché siamo alle prese con un qualcosa che pare coraggiosamente lanciato verso un cambiamento che deve essere prima di tutto mentale. Folle e travolgente come tutti gli album deliranti che amiamo ultimamente ascoltare, waxing | waning vi terrà inchiodati in quella penombra in cui tutto è davvero possibile, e dove nulla è e sarà mai definito e definitivo.
(Minority Records, 2026)
1. Lemonade Tycoon
2. Anti-Bird-Spike-Bird-Nest
3. Interlude (Stride)
4. allcapsallbold
5. Pet Boss
6. waxing | waning
7. Turn Push Kick


