
Nati nel 2019, i tedeschi Hum (Harri Gottschalk voce e chitarra, Martin Krause basso e seconda voce e Florian Schnaith batterista) tornano, più di tre anni dopo l’esordio con ONE, con il loro nuovo album three prodotto dalla Tonzonen.
La prima traccia del disco, “threetoone”, è una vera e propria intro dall’influenza stoner, un suono energico e un ritmo incalzante con un chiaro riferimento ai primi Black Sabbath; segue “freaks of nature” che ricorda immediatamente l’atmosfera oscura dell’album omonimo dei leggendari The Obsessed. La terza traccia, “burning air”, sembra invece marcare una pausa con interessanti inserti di basso ed una chitarra decisamente virtuosa, per poi approdare all’interessante break strumentale di “first contact” che ha il suo sequel parziale in “human” e che continua, rischiando di diventare leggermente ripetitivo, anche in “march of the lost soul” interrompendosi infine in “underground”, che recupera il ritmo ed il suono delle tracce iniziali. Approdiamo poi alla parte finale del disco con “ashes to ashes” e “It’s up to you”, molto simili tra loro nel loro approccio quasi jazz, per poi concludere con “this means war” e “the HUM” che sembra più un finale generico che una canzone vera e propria.
Cosa dire: ottime le premesse, un po’ lenta la parte centrale con il finale buttato lì senza grandi pretese. insomma, questo three può essere tranquillamente classificato come il classico album di transizione verso produzioni più definite, malgrado meriti comunque un paio di ascolti.
(Tonzonen Records, 2025)
1. Threetoone
2. freaks of nature
3. burning air
4. first contact
5. humans
6. march of the lost souls
7. underground
8. ashes to Ashes
9. it’s up to you
10. this means war
11. the HUM


