Khemmis > Desolation

Saliti agli onori della cronaca nel 2016 con Hunted, gli statunitensi Khemmis rappresentano un nome di punta nell’attuale panorama doom metal, inserendosi nel filone più revivalistico e tradizionale. Pur non brillando, per forza di cose, per originalità, i Nostri si sono fatti notare per un buon songwriting, ottimi suoni e una grande capacità nel rendere…

Uada > Cult of a Dying Sun

Benché di recente formazione (2014), gli Uada non hanno ormai bisogno di presentazioni: dopo il fenomenale esordio Devoid of Light, il combo americano ha iniziato un’ascesa per ora inarrestabile fatta di un quasi assoluto successo di critica e pubblico e numerosi tour, e che vede come seconda tappa questo Cult of a Dying Sun. Lo…

Augury > Illusive Golden Age

Tornano dopo una lunga attesa di ben nove anni i paladini del progressive technical death made in Canada, gli Augury. Dopo varie vicissitudini nella line-up, tra cui spicca il nuovo arrivato Antoine Baril dietro le pelli, i Nostri danno finalmente seguito all’ottimo Fragmentary Evidence, riprendendo ed ampliando ulteriormente lo spettro sonoro del quale si erano…

Hyrgal > Serpentine

Gli Hyrgal, per coloro i quali non li conoscessero, sono una band black metal nata nel lontano 2007 nella bella e soleggiata Costa Azzurra, in Francia, grazie a Clément Flandrois (già nelle fila degli Svart Crown). In ogni caso riescono a dare alla luce il debut album solamente quest’anno, nel 2018. Il motivo? Numerosi cambi di line-up…

Chelsea Grin > Eternal Nightmare

Sono passati un paio di anni dal precedente Self-Inflicted, e pur non essendo un lasso di tempo particolarmente lungo alcuni grandi cambiamenti sono avvenuti in casa Chelsea Grin: in primis il cambio alla voce tra Alex Koehler (presente in formazione sin dagli esordi) in favore di Tom Barber dei Lorna Shore e anche l’abbandono di…

Mr. Bison > Holy Oak

A due anni dall’entusiasmante Asteroid torna con Holy Oak il trio pisano dei Mr. Bison. Stavolta l’album presenta incursioni più massicce nello spazio psichedelico, come lo testimonia la magnetica terza traccia dal titolo “Heavy Rain”. Possiamo dire, evitando ogni preambolo, che tutto l’album suonato dai tre “Mattei” (Barsacchi e Sciocchetto alle chitarre e D’Ignazi alla…

Grave Lines > Fed Into the Nihilist Engine

Fed Into the Nihilist Engine, uscito a due anni dal debutto Welcome to Nothing, vede il quartetto britannico dei Grave Lines perseverare nella propria visione sonora a base di un doom metal mai ignorante e fine a sé stesso, che predilige altresì un approccio compositivo comprendente anche elementi estranei al contesto (Anathema e Paradise Lost…

Throne > Consecrates

Dall’attuale realtà doom/sludge metal del nostro territorio arriva l’ultimo full-lenght dei Throne, che, è il caso di dire, “consacra” la band alla maturità artistica, alzando ulteriormente l’asticella rispetto al già ottimo precedente Avoid the Light del 2012. I quasi cinque anni di distanza dal primo full-lenght della band sono valsi l’attesa. Un miglioramento totale è…

Sixcircles > New Belief

A quanto pare Sara dei Messa non ama stare con le mani in mano, ed ecco quindi che unisce le forze con Giorgio (Haemophagus, Assumption, Elevators to the Grateful Sky, Furious Georgie, etc.) per formare nell’agosto del 2017 una nuova band, i Sixcircles. Il duo, sparso tra Treviso e Palermo, arriva nel 2018 al debutto…

Alkaloid > Liquid Anatomy

La storia degli Alkaloid è cosa ben nota, ma volendo fare un attimo mente locale possiamo riassumerla così: smembrati gli Obscura, Münzner e Grossman si uniscono a Morean (Dark Fortress, Noneuclid), Danny Tunker (ex-Aborted, ex-God Dethroned e Abhorrent) e Linus Klausenitzer (lo stesso in forze agli attuali Obscura) per dare vita ad una diramazione ancora…

One Day In Fukushima > Ozymandias

Dopo una demo nel 2015, due split – con Intravenous Poison e Genocidal Terror – e partecipazioni ad alcune compilation, i campani One Day In Fukushima pubblicano il primo full length, Ozymandias, in uscita per l’etichetta ucraina Eclectic Productions, specializzata in death e grind. Ed è proprio un (death)grind spietato il trademark dei One Day…

The Red Coil > Himalayan Demons

Quello dello sludge metal è un calderone in ebollizione da tempo, e sovente riserva delle ottime sorprese per l’ascoltatore attento ed interessato ad una scena, soprattutto underground, rigogliosa. È questo il caso di Himalayan Demons dei nostrani The Red Coil, full length uscito lo scorso 22 giugno per Argonauta Records, etichetta italiana di riferimento per…

Impending Doom > The Sin and The Doom Vol.2

  Avevamo lasciato gli Impending Doom nel 2013 con un album mediocre non particolarmente convincente, è dunque lecito domandarsi, sarà cambiato qualcosa dopo cinque anni? Avranno finalmente ritrovato la strada maestra? Vediamo dunque di rispondere a queste domande recensendo la loro ultima fatica intitolata The Sin And Doom, Vol. II. Il nuovo disco del combo…