Dodecahedron > kwintessens

Sono passati ben cinque anni dall’ultima fatica omonima, ma nessuno aveva mai scordato l’impatto devastante di quel lavoro del 2012. Con quel primo lavoro i Dodecahedron avevano scritto un’importante capitolo della musica dissonante, pur dimostrandosi ancora derivativi sotto certi aspetti, tanto da venire annoverati negli anni a venire come un fulmine a ciel sereno. Il…

Ulver > The Assassination of Julius Caesar

Freschi di una riuscita soundtrack (Riverhead) i lupi norvegesi tornano a breve distanza con uno dei loro classici lavori. Chiariamo subito, il termine “classico” ed Ulver non stanno molto bene insieme nella stessa frase, ma con un po’ di mente fine si può vedere oltre questo apparente ossimoro. Da quando sono nati i norvegesi hanno…

Memoriam > For the Fallen

  A chi mancano i Bolt Thrower? Bè, se siete persone appena appena decenti vi dovrebbero mancare moltissimo. Dopo aver atteso per dieci anni il sequel dello splendido Those Once Loyal (2005), gli appassionati di death metal di tutto il mondo hanno dovuto salutare per sempre la bestia di Birmingham dopo la morte del batterista…

Monsieur Gustavo Biscotti > Rabid Dogs

Sì, Monsieur Gustavo Biscotti, non c’è che dire, è un brutto moniker. Sembrerebbe più un nome da band alla prima demo,  o un side project disimpegnato, un divertissement comunque, mai ci si aspetterebbe invece che dietro c’è una band mantovana, che sa il fatto suo, attiva da più di un decennio e arrivata, con questo…

Atavismo > Inerte

Dietro l’eloquente moniker Atavismo si cela un power trio andaluso che con Inerte giunge al secondo capitolo della propria discografia, dopo aver esordito nel 2015 con Desintegración. Eloquente, si diceva, perché l’atavismo, in spagnolo come in italiano, è il fenomeno legato al ripresentarsi nell’individuo di tratti e caratteristiche proprie degli antenati, assenti però negli ascendenti…

Wolvserpent > Aporia: Kala: Ananta

Il duo americano Wolvserpent torna sulle scene con un’opera ambiziosa e decisamente anti-commerciale, ma di sicuro interesse. Aporia: Kala: Ananta, questo il titolo dell’EP, è un affresco sonoro che ingloba tante sfumature e si sviluppa, a sorpresa, in un’unica traccia di quaranta minuti. La musica si snoda lentissima e senza nessun appiglio. Fin dall’inizio tutto…

Mothership > High Strangeness

  High Strangeness dei Mothership si presenta in tutta la sua potenza già dalla copertina caleidoscopica, selvaggia e sensuale, che riassume bene lo spirito di un album nel quale, oltre a celebrare il rock sound anni Settanta alla Black Sabbath, il trio texano dimostra un talento ed uno stile che li avvicina senza complessi ai…

Buioingola > Il Nuovo Mare

  Cupo e claustrofobico. Sono questi i due aggettivi che meglio descrivono il nuovo lavoro dei Buioingola, che segue l’esordio Dopo l’Apnea (ormai datato 2013) proseguendo e rafforzando il percorso artistico già intrapreso allora: il trio toscano continua a muoversi tra crust, post hardcore e black metal, cardini anche de Il Nuovo Mare. Anche nel titolo, la…

Darkest Hour > Godless Prophets & the Migrant Flora

I Darkest Hour si erano recentemente un po’ persi, annaspando proprio in quel calderone metalcore ad alto contenuto melodico che agli inizi della loro carriera gli stava stretto, per le tante proposte melodic death della loro musica. L’ultimo album, omonimo, uscito nel 2014 per la Sumerian, è probabilmente l’ultimo, brutto, capitolo di tale parabola discendente.…

Obituary > Obituary

Trent’anni di carriera sono un bel traguardo per tutti, soprattutto per una band che come gli Obituary, che ha fatto del death metal duro e puro la propria bandiera senza mai scendere a compromessi, anzi, pagando il disinteresse del grande pubblico a discapito di band dal suono più variegato, e mettendoci spesso anche del loro componendo…

The Sade > Grave

Dopo un primo album veloce come una scheggia ed un secondo lavoro che rappresentava più un ponte tra l’irruente ed il posato, i veneti The Sade portano la loro concezione musicale al terzo passo o meglio nella tomba, con Grave. Un lavoro che risente ancora della furia rock’n’roll/stoner/punk degli esordi ma con una virata netta…

Plebeian Grandstand > False Highs, True Lows

A due anni di distanza dall’acclamato Lowgazers sono tornati i francesi Plebeian Grandstand con uno degli album più complessi e oscuri usciti nello scorso 2016, False Highs, True Lows. Un indomito e soffocato chaotic hardcore arricchito da tirate ed evocazioni black fanno da base ad incursioni di impastato sludge noise. Blast beats terrificanti accompagnano sbalzi…