ZAÄAR > Magická Džungl’a

Nel 2020 un disco su tutti ha avuto in larga scala fortissima risonanza, accogliendo commenti entusiasti da fonti autorevoli e pubblico eterogeneo. Il disco in questione risponde al nome di Éons e rappresenta il secondo lavoro dei Neptunian Maximalism, collettivo di musicisti belgi la cui opera può essere sommariamente definita come un gigantesco ed originale…

Palecoal > Fake Fates

Dietro il nome Palecoal si nasconde il musicista francese Alan Billi, più popolare probabilmente per la sua militanza in gruppi come The Rodeo Idiot Engine e Orbel. La cifra stilistica del progetto solista appare decisamente più intima e rarefatta rispetto a quanto fatto con le band appena citate, e si concentra maggiormente sulla stratificazione di…

Party Cannon > Volumes of Vomit

Gli scozzesi Party Cannon sono una band slamming brutal death metal formatasi nel 2010, che sin dagli esordi si è autodefinita come “party slam”; un’etichetta decisamente azzeccata, vista l’attitudine caciarona dei Nostri che, dopo ben sette anni dall’album di debutto, hanno dato alle stampe la loro ultima fatica intitolata Volumes of Vomit, album che non…

Worm Shepherd > Ritual Hymns

Mi sono avvicinato ai Worm Shepherd per via della curiosità che aveva suscitato in me la descrizione breve fatta dall’etichetta e l’interessante artwork del loro ultimo lavoro, Ritual Hymns. Questo mi ha permesso di scoprire una band assolutamente valida e degna di nota, quindi bando alla ciance e tuffiamoci subito nell’esplorazione di questo secondo disco…

Bummer > Dead Horse

Avevo sentito parlare di Bummer sul finire del duemilaventi, quando realizzarono uno split 7″ con The Body (ora sold out), che ascoltai distrattamente, preso da altre priorità. Me li ritrovo oggi, a distanza di un anno con un album devastante, che mi ha entusiasmato ben oltre quello che avrei potuto pensare. Il loro è stato…

Pilgrimage > Sigil of the Pilgrim Sun

“Scandinavia storicamente in pole position, area anglosassone a debita distanza, Italia che difende posizioni ormai da tempo consolidate, penisola iberica in forte ascesa, Francia specializzata in produzioni estreme/sperimentali” …se dovessimo chiedere ai devoti delle sonorità doom/death una rapida (e forzatamente sommaria) ricognizione geografica alla ricerca delle roccaforti europee di uno dei generi figli della lezione…

Naresh Ràn > Gli Alberi Non Vogliono

Costantemente impegnato nella sperimentazione, a meno di un anno dall’ottimo URBEXXX-XI (2021, Dischi Devastanti Sulla Faccia) l’autore fiorentino Nàresh Ran ritorna a scolpire nuove architetture sonore attraverso un EP che ha come fulcro centrale l’idea della comunicazione tra il musicista e lo spazio che lo ospita, manipolando il suono attraverso pochi strumenti e senza l’utilizzo…

Sara Davachi > Antiphonals

     “I just like to be cocooned by sound” Basterebbe questa frase per riassumere l’ultimo disco di Sarah Davachi. Attiva dal 2013, specialmente nel contesto della musica elettroacustica, è stata definita come il punto di incontro tra Terry Riley e Èliane Radigue. Artista molto prolifica (Antiphonals è la 19° pubblicazione) che da sempre cerca…

Hypocrisy > Worship

Otto anni sono lunghi e quanta acqua è passata sotto i ponti per Mr. Peter Tägtgren; un disco dei Pain, la sua creatura electro/industrial più orecchiabile, e ben due dischi del progetto industrial metal Lindemann con l’omonimo Till dei Rammstein. Dopo questa lunga attesa il nostro genio e polistrumentista svedese ha deciso di fare ritorno…

Dead Space Chamber Music > The Black Hours

Purtroppo ho scoperto il magico mondo di Dead Space Chamber Music quando già avevo mandato in redazione le mie scelte per il duemilaventuno, altrimenti il top album sarebbe stato sicuramente The Black Hours. Non si può stare dietro a tutto ciò che esce quotidianamente, questo è chiaro, ma devo comunque recitare un grosso mea culpa per essermeli lasciati…

Ars Magna Umbrae > Throne Between Worlds

I, Voihanger è ormai un pilastro dell’underground estremo ed atmosferico, direi ci sta abituando bene sotto molti aspetti. Ars Magna Umbrae, one-man band dalla Polonia è una delle tante stelle che brillano di luce nera, con il suo black metal di matrice Deathspell Omega, ma non è solo per questo che vale la pena buttarci…