Winterfylleth > The Unyielding Season

La comfort zone è una brutta bestia. Prendiamo i Winterfylleth: due anni dopo The Imperious Horizon eccoli di nuovo sugli scaffali (virtuali e non) con il loro nuovo parto discografico, The Unyielding Season. La formula è quella, ormai rodata da tempo, ed è inutile girarci intorno: sta iniziando un po’ a scricchiolare. Comfort zone dicevamo:…

Zahn > Purpur

È un po’ una missione impossibile recensire un album strumentale dei berlinesi Zahn, vuoi per quantità e qualità del suono, vuoi per il livello di concentrazione che questo richiede da parte dell’ascoltatore; ma si tratta comunque, e lo diciamo senza esitazione, di un’esperienza a modo suo unica che non lascia indifferenti. Questo si evince già…

Magnify The Sound > Searching for a Quiet Place

Dalle lande terre fredde della Norvegia arrivano i Magnify The Sound, un duo sperimentale e sofisticato che dirige la propria energia sonora e poetica in un percorso solido che cattura l’anima. Il progetto nasce dalle menti creative di Trond Engum (chitarra) e Carl Haakon Waadeland (batteria); a loro si uniscono altri due musicisti di spessore aggiungendo…

Urluk > Memories in Fade

Al secondo full in quattro anni il duo milanese Urluk sembra aver imboccato una strada convincente ed interessante con il nuovo Memories in Fade. La base black-doom degli esordi, che va a pescare nel laghetto dove sguazzano amabilmente i primi Katatonia, gli Anathema della primissima parte di carriera, i Woods of Desolation e gli In…

Silent Carnival > Liminal

Seguo con attenzione e piacere il percorso di Marco Giambrone sin dal 2016, quando l’amico Vasco Viviani diede alle stampe con la sua Old Bicycle Records lo split tape tra i Silent Carnival e gli Sneers. Fu amore a prima vista. Da allora compro regolarmente ogni disco che il buon Marco realizza, e quasi costantemente…

Pil & Bue > You Have Chosen Darkness

Pil & Bue, ovvero freccia e arco, Petter Carlsen (la freccia) a chitarra e voce e Gøran Johansen (l’arco) alla batteria. Bene, ora avete questa informazione e quindi potete mettervi comodi, alzare il volume e gli occhi, bah, indifferente, potete tenerli aperti o chiusi. A questo punto selezionate la terza traccia di You Have Chosen…

To Die On Ice > PANORAMICA DEGLI ABISSI

Il tempo di appoggiare la puntina sul disco e PANORAMICA DEGLI ABISSI ci riporta immediatamente indietro nel tempo, a quel Una Specie di Ferita (di cui parlammo in maniera approfondita proprio su questa pagine nel lontano 2022) che ci aveva permesso di scoprire il mondo oscuro e intrigante dei To Die On Ice. Da allora sono…

JeGong > Gomi Kuzu Can

La forza collaborativa ed eccentrica dei JeGong si conferma alla grande all’interno di questo nuovo lavoro in studio dal titolo Gomi Kuzu Can, sotto l’attenta e visionaria produzione dell’etichetta berlinese Pelagic Records. Il duo sperimentale, creato dalla penna unica e geniale di Dahm Majuri Cipolla (Mono) e Reto Mader (Sum Of R), torna con nuove…

Blackwater Holylight > Not Here Not Gone

Not Here Not Gone è il quarto album per le Blackwater Holylight, trio di Portland che dalle nostre parti non è ancora riuscito a catturare grandissime attenzioni. Ed è un peccato perché le tre statunitensi mostrano di essere riuscite ad aggiustare il tiro nel corso degli ultimi anni. Il disco – il primo da quanto…

Scattered Purgatory > Post Purgatory

Gli Scattered Purgatory, sono un duo di Taipei attivo dal 2013 che ha scelto di crearsi uno spazio autentico e personale in un contesto ibrido a cavallo tra generi, in cui spiccano, tra i tanti, sperimentazione e psichedelia. Post Purgatory è il loro quarto disco, il primo con WV Sorcerer Productions, etichetta che si divide…

Fågelle > Bränn min jord

La delicatezza del canto di Fågelle è un qualcosa che non può lasciare indifferenti. Ne parlammo alcuni anni fa, qui su GotR, in occasione del suo precedente album Den svenska vreden. La ritroviamo oggi, a distanza di quasi tre anni, alle prese con un disco che amplia ulteriormente il suo orizzonte. Bränn min jord, il…

O > Cenere

Conosco e apprezzo gli O a tal punto da aver acquistato questo CD, Cenere, in edizione limitata (la mia copia è la 26/100) non appena ho saputo della sua uscita. Nonostante ciò, è un gruppo che faccio ancora fatica a catalogare; se dovessi proprio scegliere una definizione, direi “post-black metal”, ammesso che questa etichetta abbia…