Euclidean > Quod Erat Faciendum

Cogliamo al balzo l’occasione della stampa fisica di Quod Erat Faciendum per ridare lustro a una release di estremo valore. Gli svizzeri Euclidean con quella perfetta mistura di disperazione, malessere, malinconia e marciume che ben si sposa con il mio gusto in questo momento, mettono a segno una perla come Quod Erat Faciendum, un disco…

Heaume Mortal > Solstices

Sempre molto attenta alle nuove produzioni dell’underground black metal nazionale, l’etichetta francese Les Acteurs de l’Ombre ci propone un nuovo nome interessante: gli Heaume Mortal, parigini all’esordio con questo Solstices ma in realtà musicisti già esperti con altre band. Gli Heaume Mortal dicono di ispirarsi a «nature, ancient and modern world», e di fatto propongono…

Radare > Der Endless Dream

Tornano i tedeschi Radare con il loro quarto album, un concept dal titolo Der Endless Dream, ancora una volta sotto l’ala protettrice della label Golden Antenna. Der Endless Dream cerca di mettere in musica i morbosi desideri adolescenziali e la confusione tipica di quel periodo della vita.  Fortemente debitrice in egual misura dalle colonne sonore di Angelo Badalamenti e Bohren & Der…

Lowest Creature > Sacrilegious Pain

Attivi dal 2013 e con qualche ep alle spalle, gli svedesi Lowest Creature si sono fatti notare l’anno scorso per il loro ottimo 7”, Misery Unfolds, uscito per l’allora neonata Isolation Records di Berlino che può contare su una distribuzione affidata ad Evil Greed e Deathwish. Il binomio funziona, tanto che non sorprende nessuno il…

No Man’s Valley > Outside The Dream

Dopo un paio di EP ed un primo album, arriva per gli olandesi No Man’s Valley l’ora del secondo disco che si intitola (in maniera abbastanza profetica) Outside The Dream. Il quintetto europeo è nato dalla passione per le jam session e ciò nel nuovo album si sente moltissimo dato che lo stile, oltre che…

Dun Ringill > Welcome

Sebbene sia un esordio, Welcome è un disco composto da musicisti che non sono certo di primo pelo e che provengono da innumerevoli esperienze in altre band, accasati sotto il monicker Dun Ringill. Il sestetto svedese, facente parte del roster della nostrana Argonauta Records, a quanto riportato dalla loro pagina intende partire da un mix…

Jeff Hughell > Sleep Deprivation

Per gli amanti del tecnicismo delle basse frequenze il nome Jeff Hughell è tutt’altro che nuovo, e così è sicuramente per chiunque si cibi decentemente di metal estremo tecnico. Partito come una mina impazzita con contributi del calibro di Apocalyptic Feasting e Reciprocal ora ai più sarà noto come le 7 corde dietro i Six…

Eat Me Fresh > Mob

Nati nel 2010, gli Eat Me Fresh tornano sulla scena musicale dopo con il qui presente Mob a circa tre anni dal precedente Facing The Truth. Nonostante i cambi di formazione la band è sempre stata coerente e convinta del suo sound che va diritto all’hardcore puro senza compromessi o facili melodie troppo invadenti tipiche…

Misery Index > Rituals of Power

Parlando dei death/grinders Misery Index, ci eravamo lasciati nel 2014 indicando The Killing Gods come “una scomessa” trattandosi del loro album più atipico, ed oggi nel 2019, quando l’inverno ha appena ceduto il passo alla primavera, eccoli tornare alla carica con un album nuovo di zecca che sancisce un ritorno all’urgenza ed alla ferocia delle…

Feed Them Dead > No Solution/Dissolution

I Feed Them Death sono una one-man band dedita al death/grind dietro alla quale si cela l’italiano Void, ex membro degli Antopofagus. La proposta musicale di questo progetto è un death/grind fortemente legato all’underground e alla vecchia scuola sullo stile degli Exhumed. Le dodici tracce che compongono No Solution/Dissolution scorrono via abbastanza agevolmente, grazie ad…

Sons of Morpheus > The Wooden House Sessions.

Dopo la doppia esperienza di The Fuzz Charger Split realizzata con gli stoner rocker berlinesi Samavayo, tornano gli svizzeri Sons of Morpheus con un terzo album dal titolo apparentemente intimista ma in realtà più rozzo, e anche più grunge, di quello che si possa pensare: The Wooden House Sessions. D’altronde basta ascoltare brani come “Loner”, dalle…

Poil > Sus

Piol….poli…pli…pl…pliol…POIL. Ecco in sei parole, creando un’analogia tra il loro nome e le strutture dei loro brani, ho cercato di rappresentare al meglio l’incastro mentale che ho provato ad un primo ascolto. Sus è il loro quarto lavoro e si propone cinque virtuose tracce dai toni speed-prog spalmate su venti minuti di ascolto che lascerebbero…