Unison Theory > Arctos

Dalle viscere della nostra Capitale debuttano gli Unison Theory con Arctos, concept album che rende omaggio al thriller di James Rollins. Molto gradevole l’artwork, che impreziosisce senza dubbio il disco, un concentrato di tech death contaminato da altre influenze molto vicine al metal moderno. A sprazzi pare di ascoltare un ibrido tra i Meshuggah e…

Twinesuns > The Empire Never Ended

Da quando O’Malley e Anderson si sono praticamente appropriati della scena drone degli ultimi anni, è sempre più difficile riuscire a creare un album che non abbia quel retrogusto amaro di “già sentito”. “No! Try not. Do! Or do not. There is no try.”. I Twinesuns non ci provano, lo fanno direttamente e ci riescono,…

Glitter Wizard >Hollow Heart Tour

C’era grande attesa per il terzo album dei californiani Glitter Wizard, il primo prodotto dalla Heavy Psych Sounds, presentato come un progetto ambizioso nel quale i cinque talentuosi musicisti s’impegnavano a fondere hard rock e psichedelia. In effetti è sempre interessante vedere come una band evolve album dopo album e, nel caso di Hollow Heart Tour, anche…

Kayo Dot > Plastic House on Base of Sky

Ascoltare la nuova opera del progetto avantgarde Kayo Dot lascia delle sensazioni contrastanti. Plastic House on Base of Sky, questo il nome dell’album targato 2016, è un viaggio che parte dalla fine per poi tornare al principio, un disco che si involve pur contenendo al suo interno una ricchezza sonora disarmante; una ricchezza che si…

Harakiri For The Sky > III: Trauma

Il duo austriaco Harakiri For The Sky, nato nel 2012, arriva all’importante prova del terzo album. III: Trauma rappresenta la volontà di saper fare ottima musica senza essere per forza essere unici o particolarmente originali. Il post-rock incrociato con il post-black metal negli anni è sempre rimasto fedele a dei saldi principi e questo disco…

Ekpyrosis > Asphyxiating Devotion

I giovani Ekpyrosis sono una di quelle band che mettono in pace con il mondo. È bello sapere che tra la gioventù italica ci sia ancora chi vuole portare alta la bandiera del death metal più genuino, più vero, infarcito di putridume e bastardaggine così com’era stato concepito dai pionieri del genere, senza fronzoli, pur…

Uncoffined > Ceremonies of Morbidity

Dalla Gran Bretagna arriva una delle proposte più malsane, pesanti e tetre del da poco concluso 2016: gli Uncoffined, death/doom band composta per lo più da membri dei death/crusters Winds of Genocide (autori di un ottimo album di debutto nel 2015), ci consegnano un album che è una mazzata di un’ora di pesantissimo death/doom dritto…

Throes Of Dawn > Our Voices Shall Remain

  Dopo sei anni di silenzio passati nelle fredde terre della Finlandia, i Throes Of Dawn, già attivi negli anni Novanta, ritornano con un nuovo lavoro intitolato Our Voices Shall Remain, uscito per l’etichetta Italiana Argonauta Records che si dimostra sempre più efficace e conservativa nel proporre determinati sound. Fin dalle note dei primi pezzi…

Ash Borer > The Irrepassable Gate

  Lo diciamo subito, senza girarci attorno: The Irrepassable Gate è una delle più grosse delusioni del 2016. At­tendevamo con grande curiosità il nuovo full-length di una delle band più interessanti del panorama casca­dian black metal d’oltreoceano, ferma allo splendido EP Bloodlands del 2013: ci troviamo purtroppo di fron­te a quella che è, e di…

Saor > Guardians

  Roots gettò le basi. E che basi. Aura fu, in brevissimo, stupefacente. E come si può non approcciarsi ad un ennesimo paesaggio, un’ennesima fotografia delle highlands scozzesi senza bava alla bocca? L’hype è alto, dopo ciò che fu disco dell’anno per molti. I Saor avranno bissato? Vedremo. Se si vuole continuare sul discorso immagine/immagini, colpisce sin da…

North > Light The Way

Il terzetto a nome North (originario però del south-west degli Stati Uniti), nato nel 2005, si presenta con il nuovo disco chiamato Light The Way; va anticipato però che di “luce” se ne troverà ben poca. Si autodefiniscono spacey-sludge (altro argomento discutibile), ma in realtà potrebbero benissimo essere catalogati come post-rock&metal o gothic-doom/melodic-doom, ma senza…

The Algorithm > Brute Force

Brute Force è uno di quegli album da cui non si sa cosa aspettarsi. E anche dopo averlo ascoltato si sente la necessità di ascoltarlo nuovamente per diverse volte. Non tanto perché eccessivamente complesso o cerebrale, quanto per il suo essere strano e bizzarro. Il nuovo disco del progetto The Algorithm, alias Rémi Gallego, giovanissimo…

Haunted > Haunted

Gli Haunted, band nata nel 2015, arriva nell’agosto del 2016 all’esordio discografico con questo album omonimo. Il quintetto catanese sviluppa il proprio sound basandosi sul doom sabbathiano, arricchendo la proposta con qualche lieve aromatizzazione stoner/dark e con una voce femminile. L’opener “Nightbreed” mostra fin da subito di che pasta è fatta la band con un…

Boak > II

      Un coccodrillo con una mano tra le fauci. Dove abbiamo già visto questa immagine? Ah già: la copertina del lato degli Archagathus per lo split 7’’ del 2013 con i nostrani Bestial Vomit… Davvero un lavoro simpatico per tutti gli amanti della cacofonia sonora! Oggi però facciamo un salto in Scozia, precisamente…

Muschio > Zeda

La montagna. Da secoli l’uomo porta timore reverenziale nei sui confronti. Un timore misto a fascinazione che lo porta ad avventurarcisi rischiando a volte la propria vita. Il secondo album del trio di Verbania (che si era fatto conoscere qualche anno or sono con il buon Antenauts) viene intitolato come il monte Zeda, cima dei…