Uncoffined > Ceremonies of Morbidity

Dalla Gran Bretagna arriva una delle proposte più malsane, pesanti e tetre del da poco concluso 2016: gli Uncoffined, death/doom band composta per lo più da membri dei death/crusters Winds of Genocide (autori di un ottimo album di debutto nel 2015), ci consegnano un album che è una mazzata di un’ora di pesantissimo death/doom dritto…

Throes Of Dawn > Our Voices Shall Remain

  Dopo sei anni di silenzio passati nelle fredde terre della Finlandia, i Throes Of Dawn, già attivi negli anni Novanta, ritornano con un nuovo lavoro intitolato Our Voices Shall Remain, uscito per l’etichetta Italiana Argonauta Records che si dimostra sempre più efficace e conservativa nel proporre determinati sound. Fin dalle note dei primi pezzi…

Ash Borer > The Irrepassable Gate

  Lo diciamo subito, senza girarci attorno: The Irrepassable Gate è una delle più grosse delusioni del 2016. At­tendevamo con grande curiosità il nuovo full-length di una delle band più interessanti del panorama casca­dian black metal d’oltreoceano, ferma allo splendido EP Bloodlands del 2013: ci troviamo purtroppo di fron­te a quella che è, e di…

Saor > Guardians

  Roots gettò le basi. E che basi. Aura fu, in brevissimo, stupefacente. E come si può non approcciarsi ad un ennesimo paesaggio, un’ennesima fotografia delle highlands scozzesi senza bava alla bocca? L’hype è alto, dopo ciò che fu disco dell’anno per molti. I Saor avranno bissato? Vedremo. Se si vuole continuare sul discorso immagine/immagini, colpisce sin da…

North > Light The Way

Il terzetto a nome North (originario però del south-west degli Stati Uniti), nato nel 2005, si presenta con il nuovo disco chiamato Light The Way; va anticipato però che di “luce” se ne troverà ben poca. Si autodefiniscono spacey-sludge (altro argomento discutibile), ma in realtà potrebbero benissimo essere catalogati come post-rock&metal o gothic-doom/melodic-doom, ma senza…

The Algorithm > Brute Force

Brute Force è uno di quegli album da cui non si sa cosa aspettarsi. E anche dopo averlo ascoltato si sente la necessità di ascoltarlo nuovamente per diverse volte. Non tanto perché eccessivamente complesso o cerebrale, quanto per il suo essere strano e bizzarro. Il nuovo disco del progetto The Algorithm, alias Rémi Gallego, giovanissimo…

Haunted > Haunted

Gli Haunted, band nata nel 2015, arriva nell’agosto del 2016 all’esordio discografico con questo album omonimo. Il quintetto catanese sviluppa il proprio sound basandosi sul doom sabbathiano, arricchendo la proposta con qualche lieve aromatizzazione stoner/dark e con una voce femminile. L’opener “Nightbreed” mostra fin da subito di che pasta è fatta la band con un…

Boak > II

      Un coccodrillo con una mano tra le fauci. Dove abbiamo già visto questa immagine? Ah già: la copertina del lato degli Archagathus per lo split 7’’ del 2013 con i nostrani Bestial Vomit… Davvero un lavoro simpatico per tutti gli amanti della cacofonia sonora! Oggi però facciamo un salto in Scozia, precisamente…

Muschio > Zeda

La montagna. Da secoli l’uomo porta timore reverenziale nei sui confronti. Un timore misto a fascinazione che lo porta ad avventurarcisi rischiando a volte la propria vita. Il secondo album del trio di Verbania (che si era fatto conoscere qualche anno or sono con il buon Antenauts) viene intitolato come il monte Zeda, cima dei…

Thrownness > The Passage and The Presence

Come un regalo anticipato alla vigilia di Natale dell’ormai deceduto 2016 esce per la Drown Within Records il debutto di questi ragazzi milanesi, i Thrownness. La prima parola che viene in mente appena parte “Verfall”, primo pezzo del disco, è “granitico”: The Passage and The Presence ha un suono ben fatto e potente, povero di…

Teitanblood > Accursed Skin

  I Teitanblood sono una di quelle band che va davvero presa con le pinze. Autori di un caotico black-death figlio diretto Blasphemy e Portal, il duo di Madrid ci propone un EP carico di totale violenza e annichilimento, sulla stessa linea dei lavori precedenti (due full-length e due EP). Le due lunghissime tracce che lo…

Gendo Ikari > Unit 1

  Il mio 2017 inizia chiedendo scusa. La mia top 10 sulle migliori uscite dell’anno appena trascorso era una scevra e spoglia top 7, complice un 2016 in cui, per una serie di sfighe e intrallazzi, l’ascolto di musica dell’ultim’ora non è stata una delle mie priorità. Sicché mi trovo oggi, a ventiquattrore prima che…

Uniform > Wake In Fright

Gli Uniform sono un malefico duo newyorkese dedito ad un industrial noise rock costruito su martellanti beat scaturiti dalla drum machine, voce cattiva from the outerspace ed una sfacciataggine decisamente punk. Wake in Fright è il secondo full-length ufficiale del gruppo, che ha registrato l’album per la indie label Sacred Bones Records e si appresta a spingere…

Cliteater > From Enslavement To Clitoration

    Notevole e ammirevole è il fermento musicale (soprattutto estremo) che si respira nel Nord-Est europeo: tra band, eventi e quant’altro la lista è davvero lunga! Operatività e passione: ecco, penso che questi siano due sostantivi adatti a riassumere il tutto (ma fidatevi, ci sarebbe davvero molto su cui soffermarsi). Oggi facciamo un salto…

Spiritual Beggars > Sunrise to Sundown

Gli Spiritual Beggars di Michael Amott tornano sotto i riflettori con un nuovo album, Sunrise to Sundown, per dimostrare che, se si possiedono gli attributi, i risultati si ottengono anche quando si propone una formula per nulla innovativa. Dall’uscita di Janne Christoffersson (Grand Magus), sono passati dieci anni e due album: nel frattempo è entrato nell’allegra…